I termovalorizzatori della discordia: in Campania è scontro tra leader di governo


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Il ciclo dei rifiuti in regione Campania diventa l’ennesimo campo di battaglia per Movimento 5 Stelle e Lega. A innescare la polemica è la dichiarazione del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che oggi al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Napoli ha sostenuto la necessità di “un termovalorizzatore per ogni provincia”  riferendosi a un’emergenza rifiuti annunciata in Campania per metà gennaio prossimo quando “andrà in manutenzione l’unico impianto di termovalorizzazione di tutta la regione che funzionerà per un terzo“. Il ministro dell’Interno parla dello stop che avverrà all’inizio del prossimo anno quando solo una delle tre linee del termovalorizzatore di Acerra sarà sottoposta ad accurati controlli tecnici. Il fermo totale dell’impianto, invece, avverrà nella primavera del 2019 quando bisognerà provvedere alla revisione decennale della turbina, cuore dell’impianto, luogo in cui il vapore viene trasformato in energia elettrica.

Rispetto all’emergenza del 2008 non è cambiato niente, anzi siamo tornati indietro“, ha continuato Salvini. “Se volessi pensar male – aggiunge- direi che non si è fatto niente per gli impianti, perché qualcuno ha interesse che non si faccia niente. Manca totalmente la programmazione e gli Ato sono allo sbando. E chiederò di commissariare questi enti“. Nonostante la competenza in materia di rifiuti sia della Regione e dei Comuni, Salvini annuncia provvedimenti seri per risolvere la situazione. “Non c’è il tempo, perché in due mesi non si può fare nulla – spiega – però se c’è un rischio per la salute, e se gli enti non decidono dove localizzare gli impianti, lo faremo noi. Se il comune di Napoli e la Regione non vogliono gli impiantiha proseguitoche mangino i rifiuti. Ma siccome i rifiuti non si possono mangiare, allora vanno valorizzati. Le nuove tecnologie consentono di non creare impatti sulla salute della popolazione”. 

Non si è fatta attendere la reazione dell’alleato di governo Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico. Dalla sua pagina Facebook tuona: “Quando si viene in Campania e si parla di Terra dei Fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. La Terra dei Fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo. Lotta alla contraffazione, contrasto alle organizzazioni criminali, video-sorveglianza del territorio, bonifiche ed economia circolare. Tutte cose che sono nel contratto e che stiamo affrontando con il Ministero dell’Ambiente di questo Governo“.

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Già, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che si trovava a Roma per firmare un protocollo di intesa sul contrasto all’inquinamento dell’aria con il governatore del Lazio Nicola Zingaretti,  ha definito “provocatorie” le parole del ministro Salvini che “si è reso conto – dichiara Costa – che è un momento di sofferenza, ma stiamo lavorando ogni giorno per portare l’Italia, e non solo la Terra dei Fuochi, fuori dall’ormai cronico ritardo nella gestione del ciclo dei rifiuti. Stiamo completamente ribaltando il paradigma economico, come anche prescritto nel contratto di governo. E’ l’impegno quotidiano del ministero dell’Ambiente. Riduzione, riuso, recupero, riciclo, sono le quattro R che devono diventare un mantra per tutti“.

I rifiuti – continua il ministro Costa – possono essere una risorsa: per l’ambiente e per l’economia. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive in un’epoca passata. E’ per questo che abbiamo creato una competenza apposita sull’economia circolare, è per questo che stiamo scrivendo le norme per regolamentare l’end of waste. Non possiamo permetterci di bruciare risorse economiche, e anche posti di lavoro, creando danni ambientali e alla salute. Come tantissimi imprenditori del settore hanno sottolineato, questa gestione virtuosa dei rifiuti è il futuro. Quando arriva l’inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo dei rifiuti è fallito“.

E non è finita qui. Anche i deputati M5s della commissione Ambiente, con la capogruppo Ilaria Fontana, levano gli scudi: “Sia il Contratto di governo, che punta al superamento degli inceneritori non a costruirne di nuovi, sia i numeri della produzione dei Rifiuti in Campania e lo stato d’avanzamento della raccolta differenziata nella Regione, escludono industrialmente la realizzazione di nuovi impianti incenerimento. Il Contratto di governo sottoscritto da Movimento 5 Stelle e Lega – ricordano – parla chiaro: a pagina 11 si legge ‘una corretta e virtuosa applicazione dell’economia circolare, in linea con la Gerarchia Europea nella gestione dei Rifiuti comporta una forte riduzione del rifiuto prodotto, una crescente percentuale di prodotto riciclato e contestualmente una drastica riduzione della quota di Rifiuti smaltiti in discarica e incenerimento, fino ad arrivare al graduale superamento di questi impianti, adottando metodi tecnologicamente avanzati e alternativi. Il sistema di economia circolare di riferimento è quello oggi adottato dal servizio pubblico della provincia di Treviso, studiato in tutto il mondo“.

A tal proposito, però, vale la pena di ricordare che sì Treviso è un esempio virtuoso che fa scuola, che nel 2005 i coraggiosi amministratori hanno detto addio alla discarica e che nel 2017 è stato raggiunto l’87,9% di raccolta differenziata ma che la frazione indifferenziata dei rifiuti prodotta viene comunque portata in inceneritori e cementifici. A dichiararlo, qualche mese fa, fu lo stesso presidente della Provincia Carlo Rapicavoli: “Abbiamo creato un impianto pubblico che trasforma la frazione mista in combustibile da rifiuti (cdr). Lo vendiamo a cementifici o fornaci autorizzate“.

Intanto, la risposta di Di Maio non tarda ad arrivare alle orecchie del collega Salvini che risponde: “Nel contratto si parla di soluzione al problema dei rifiuti che: o spariscono, o evaporano, o li mangiamo, o li valorizziamo, o li inceneriamo, o li mettiamo in discarica. Quando Acerra si fermerà per la manutenzione a gennaio, io voglio che ci sia una soluzione per i napoletani e per i campani. Io sono per costruire, non per i NO.  Perché con i NO non si va da nessuna parte. Io non vorrei – continua Salvini – che fra due mesi Napoli e la Campania avessero un’emergenza sanitaria. In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori e in Campania uno soltanto. Ma noi non stiamo morendo, il rischio sanitario è in Campania“.

Infine, il ministro dell’Interno sottolinea di aver “letto e riletto il contratto di governo” ma che “bisogna dare risposte a mamme, papà e bambini che non meritano di pagare tasse sui rifiuti e vivere fra roghi tossici e discariche abusive“. “La Regione Campania – conclude Salvini – ha sempre detto no agli inceneritori e i rifiuti cosa facciamo? Li facciamo gestire alla camorra? Non penso“.

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