Plastica: cresce riciclo in Europa, ma target Ue restano lontani


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Quanta plastica si ricicla oggi in Europa? Tanta, ma non tanta quanta se ne potrebbe e dovrebbe. Stando ai dati raccolti da PlasticsEurope – l’associazione che rappresenta le imprese responsabili della produzione del 90% dei materiali polimerici immessi sul mercato in Europa – e pubblicati nei giorni scorsi nel report annuale “Plastics, the facts”, sono poco meno di 26 i milioni di tonnellate di rifiuti in plastica post-consumo finiti nel 2014 nei canali ufficiali di trattamento europei, avviati a riciclo o recupero energetico per il 70% circa mentre il rimanente 30% è finito inesorabilmente in discarica, quella che in molti Paesi dell’Ue a 28 – Malta e Cipro su tutti, ma anche Grecia, Bulgaria e Croazia – rappresenta ancora oggi la principale modalità di smaltimento dei rifiuti. Quanto al recupero, spiega il documento, quello energetico precede ancora quello di materia, con il primo che nel 2014 ha assorbito il 39,5% dei rifiuti in plastica raccolti in Europa ed il riciclo che invece ne ha trasformato in materia prima seconda il 29,7%. Ciononostante, si legge nel dossier, negli ultimi 8 anni il tasso di riciclo delle plastiche post-consumo è aumentato del 64% (più del recupero di energia, cresciuto invece del 46%) spinto soprattutto dall’aumento del tasso di recupero materia dal packaging, attestatosi nel 2014 al 39,5%. Complessivamente, si legge, gli imballaggi rappresentano più dell’80% di tutta la plastica riciclata in Europa nel 2014.

Numeri incoraggianti, che restano tuttavia ancora lontani dall’obiettivo del 55% di riciclo degli imballaggi in plastica entro il 2025 fissato dalla Commissione Europea nel Pacchetto Economia Circolare presentato a dicembre 2015 ed attualmente in discussione a Bruxelles. Per migliorare le performance di riciclo degli imballaggi in plastica e fare del materiale simbolo dell’usa e getta un driver chiave nella transizione dell’Europa verso modelli circolari di sviluppo economico, PlasticsEurope con European Plastics Converters, e Plastic Recyclers Europe – sigle che insieme rappresentano l’intera filiera europea degli imballaggi polimerici, dalla produzione alla trasformazione fino al riciclo – ha dato vita ad una nuova piattaforma programmatica.  «L’industria della plastica non può non riconoscere che conservando il suo approccio tradizionale alle dinamiche di mercato non riuscirà a garantire il raggiungimento del target ambizioso fissato dalla Commissione Europea» spiegano le tre sigle, che rappresentano un pezzo fondamentale della manifattura europea con più di 62mila imprese e poco meno di un milione e mezzo di occupati e che adesso puntano a gettare le basi per fare della filiera un volano di sviluppo economico ed occupazionale in chiave sostenibile.

La piattaforma ruoterà attorno ad un gruppo multi-stakeholder il cui obiettivo sarà quello di identificare barriere ed opportunità per aumentare il riciclo in Europa, garantendo così la fornitura di quantità crescenti di plastica riciclata di alta qualità al mercato. «Occorre un approccio inedito e un nuovo modo di pensare. Da qui – dicono le tre sigle– la scelta di dare vita alla piattaforma, che nell’arco di 5-10 anni mirerà a mettere in campo soluzioni concrete su base scientifica». Che tradotto vuol dire puntare su ricerca ed innovazione tecnologica per orientare il mercato degli imballaggi in plastica verso modelli che rendano le operazioni di riciclo più semplici e convenienti, in modo da reggere al meglio la concorrenza delle materie vergini e da stimolare gli investimenti nel settore del recupero di materia. Tra le priorità di intervento individuate dai promotori della piattaforma, l’elaborazione di linee guida e protocolli per il design in linea con i principi dell’economia circolare; la messa a punto di standard qualitativi per le plastiche da selezione e di metodi armonizzati di verifica e certificazione della qualità dei materiali da recupero e delle operazioni di riciclo; la spinta all’innovazione per aumentare la riciclabilità degli imballaggi e l’efficienza delle tecnologie di riciclo meccanico; il supporto alla ricerca scientifica finalizzato all’individuazione di nuovi sbocchi di mercato tanto per i materiali da riciclo quanto per le plastiche non riciclabili meccanicamente, che attualmente vengono smaltite in inceneritore o discarica e che invece potrebbero rappresentare una risorsa preziosa per la produzione di nuovi materiali.

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