Agricoltura rigenerativa, il progetto di Purina con Biospheres

di Elvira Iadanza 04/12/2025

In linea con le strategie di decarbonizzazione e con la nuova Strategia sulla bioeconomia della Commissione Ue, l’azienda specializzata in pet food punta a costruire percorsi che favoriscano il rinnovamento del suolo


Purina avvia un progetto pilota dedicato all’agricoltura rigenerativa, quella cioè che mira non solo a ridurre l’impatto sull’ambiente, ma a rinnovare attivamente i suoli, aumentare la biodiversità e migliorare la resilienza degli agroecosistemi, insieme a Biospheres, realtà specializzata in agroecologia. Il progetto prende il via proprio mentre a Bruxelles la Commissione europea rendeva nota la nuova Strategia europea per la bioeconomia che punta a modelli agricoli più sostenibili e circolari, ribadendo la necessità di rafforzare la fertilità del suolo, ridurre i costi per gli agricoltori e sostenere la diffusione di pratiche rigenerative anche attraverso la Politica agricola comune (PAC).

Il piano propone percorsi personalizzati per le aziende agricole sviluppati con il supporto di agronomi partendo dal modello “farm-based” di Biospheres: per ogni azienda viene costruito un programma su misura, con l’introduzione graduale delle pratiche più adatte alla propria realtà. La prima fase punta ad aumentare la sostanza organica del suolo, condizione essenziale per rendere i terreni più resilienti ai cambiamenti climatici, a cui seguirà l’adozione progressiva di ulteriori tecniche rigenerative, con attenzione alla sostenibilità sia ambientale che economica.

“La transizione agricola avviene attraverso l’ascolto, la fiducia e le esigenze condivise tra l’agricoltore e l’agronomo. Per questo motivo l’agricoltore e la sua azienda sono al centro del nostro sostegno, con l’obiettivo di raggiungere un elevato livello di adattamento delle aziende agricole per garantire il mantenimento della resa e qualità delle produzioni agricole per i prossimi 20 anni”, spiega Anthony Le Quemner, direttore tecnico di Biospheres, che aggiunge: “Questa resistenza passa attraverso il mantenimento della salute degli ecosistemi agricoli, garantendo al contempo la salute economica delle aziende e la qualità della vita sul lavoro per l’agricoltore. Un modello di agricoltura rigenerativa efficiente deve essere positivo per l’agricoltore, il clima, la biodiversità e la qualità dell’acqua. È a questa condizione che miglioreremo la resistenza delle filiere agricole e coinvolgeremo in modo sostenibile i lavoratori in questa prospettiva incentrata sulla resilienza delle loro aziende”.

L’iniziativa rientra negli impegni di Purina per aumentare la quota di materie prime provenienti da agricoltura rigenerativa: il 20% entro il 2025 e il 50% entro il 2030, in linea con il percorso del Gruppo Nestlé verso le zero emissioni nette entro il 2050. “Con questa nuova collaborazione vogliamo creare percorsi personalizzati che mettano al centro gli agricoltori, accompagnandoli in un cammino di crescita tecnica ed economica, e guidare un cambiamento culturale che ispiri tutti gli attori della nostra filiera a integrare la sostenibilità nelle loro pratiche quotidiane”, afferma Fabio Degli Esposti, amministratore delegato di Purina Italia.

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