Dal prossimo settembre partirà un servizio innovativo per il ritiro a domicilio delle capsule esauste. Firmato un accordo tra Comune, Amsa, Nespresso e CIAL
Riciclare da casa, iniziando, magari, dopo una bella tazzina di espresso. Dal prossimo settembre a Milano partirà un servizio innovativo per la raccolta a domicilio delle capsule del caffè. L’iniziativa nasce da un accordo tra Comune di Milano, Amsa, Nespresso e CIAL. Ma come funzionerà il ritiro delle capsule? Il servizio potrà essere attivato contestualmente a un nuovo ordine di capsule sul sito Nespresso.it al momento del check-out, selezionando l’opzione ‘Riconsegna e ricicla le tue capsule Nespresso usate‘ nonché da app e servizio clienti e non comporterà costi aggiuntivi. Sarà possibile consegnare al corriere massimo due sacchetti contenenti esclusivamente capsule esauste in alluminio, utilizzando la recycling bag Nespresso o i normali sacchetti.
L’obiettivo di questa iniziativa, aperta anche ad altre aziende che producono e commercializzano capsule, è quella di migliorare i processi di recupero dell’alluminio, un materiale riciclabile all’infinito e che però, finisce con le capsule esauste molto spesso all’interno del sacchetto dell’indifferenziata. Secondo Nespresso, grazie al servizio a domicilio si potranno intercettare oltre 80 tonnellate di capsule nel corso di un anno, recuperando oltre 50 tonnellate di caffè esausto e più di 5 di alluminio da rimettere in circolo. Il servizio, inoltre, si avvale anche del supporto della mobilità sostenibile, grazie all’uso di veicoli elettrici in partnership con WORA Delivery, che consentono il conferimento a un punto di stoccaggio intermedio per poi lavorare le cialde in un impianto che suddivide alluminio e caffè.
Il progetto si affianca alla possibilità, attiva ormai da oltre un decennio, di restituire le cialde esauste in qualsiasi punto vendita Naspresso e riciclerie convenzionate su tutto il territorio nazionale.
Oltre che circolare, l’iniziativa è anche solidale. Le capsule ritirate rientreranno infatti nel sistema dedicato di raccolta e riciclo di capsule in alluminio “Da Chicco a Chicco” . Dopo aver separato l’alluminio, infatti, si potrà ottenere dal caffè residuo un compost utilizzato in una risaia da cui viene acquistato il riso per donarlo a Banco Alimentare e Fondazione Progetto Arca.
“Siamo molto soddisfatti di questo accordo con Nespresso e CIAL, oltre che con Amsa, per la raccolta delle capsule di caffè: è un gesto concreto e responsabile che rappresenta un passo in più nella filiera del riciclo dell’alluminio e dell’economia circolare che contribuirà ad aumentare la raccolta differenziata della nostra città”, ha commentato l’assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano Elena Grandi.
“Questo progetto – spiega Monica Pellegrini, Direttrice Operativa di Nespresso Italiana – segna un nuovo importante tassello che si aggiunge al nostro impegno costante per il riciclo e il recupero delle capsule di caffè in alluminio, iniziato in Italia oltre 14 anni fa, con il progetto ‘Da Chicco a Chicco’ entro cui questo nuovo accordo si inserisce, con l’obiettivo di portare a riciclo anche le capsule che saranno raccolte dal servizio e domicilio. Rappresenta inoltre un unicum sul territorio italiano che speriamo possa rappresentare un esempio virtuoso e circolare di impatto concreto ambientale e sociale”.
“L’impegno del nostro Consorzio per far sì che l’alluminio non finisca mai in discarica, ci spinge a sperimentare e supportare nuove sfide e nuovi sistemi di captazione di questo prezioso metallo, riciclabile al 100% e all’infinito. Il packaging in alluminio, in Italia, grazie alla raccolta differenziata di milioni di cittadini, viene riciclato con ottimi risultati, circa il 70% di quanto immesso sul mercato, ponendo il nostro Paese ai primi posti in Europa. Grazie alla collaborazione con Nespresso, già da oltre 10 anni, anche l’alluminio delle capsule di caffè può essere avviato a riciclo, consentendo così un enorme risparmio di materia ed energia: fino al 95%”, ha concluso Stefano Stellini, direttore generale CIAL.


