Autonomia strategica e decarbonizzazione, il confronto sul Circular Economy Act a “Impianti Aperti on the Road”

di

Elvira Iadanza
20/04/2026

Presso l’impianto del gruppo Seval di Colico, in provincia di Lecco, la seconda tappa dell’evento di Assoambiente. Tra i partecipanti all’iniziativa anche un gruppo di europarlamentari che ha potuto vedere dal vivo l’importanza dell’economia circolare


Non è più soltanto una questione ambientale, l’economia circolare si sta imponendo come uno dei pilastri della strategia industriale europea. È questo il messaggio emerso dal secondo appuntamento dell’iniziativa “Impianti Aperti on the Road”, promossa da ASSOAMBIENTE, che ha riunito istituzioni e imprese attorno a uno dei provvedimenti più attesi dei prossimi mesi, il Circular Economy Act.

L’evento si è svolto a Colico, in provincia di Lecco, presso l’impianto del gruppo Seval dedicato al riciclo delle batterie al litio, offrendo un’occasione concreta per osservare da vicino una delle filiere più strategiche per la transizione energetica. Proprio il trattamento delle batterie rappresenta oggi un nodo cruciale: al loro interno si trovano materie prime come litio, nichel e cobalto, fondamentali per lo sviluppo della mobilità elettrica e dei sistemi di accumulo, ma anche difficili da reperire e spesso concentrate in poche aree del mondo. Recuperarle attraverso il riciclo significa, quindi, ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare l’autonomia industriale europea.
La seconda tappa della manifestazione ha visto la partecipazione di europarlamentari appartenenti a diversi schieramenti, tra cui Benedetta Scuderi, del Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, Pietro Fiocchi,
del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, e Gaetano Pedullà, del Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo – GUE/NGL, a testimonianza di come il tema dell’economia circolare stia assumendo un rilievo sempre più trasversale nel dibattito europeo. Alla discussione hanno contribuito anche rappresentanti del European Commission Joint Research Centre, Luisa Marella e Fabrice Mathieu, per sottolineare il legame tra ricerca, innovazione e sviluppo delle filiere industriali.

Al centro del dibattito il Circular Economy Act, atteso entro il 2026, che definirà un quadro normativo capace di sbloccare investimenti e accompagnare la trasformazione del settore. Le imprese chiedono regole più chiare e tempi autorizzativi certi, elementi considerati indispensabili per valorizzare gli ingenti investimenti già avviati. Il caso Seval rappresenta, in questo senso, un esempio di eccellenza nazionale: l’impianto di Colico, attualmente in fase di Conferenza dei Servizi, è destinato a raggiungere una capacità di gestione di 15.000 tonnellate all’anno di batterie al litio, rappresentando uno dei progetti più avanzati in Italia nel settore e testimonia come il sistema industriale sia pronto a giocare un ruolo da protagonista. “Seval ha fatto il più grande investimento della sua storia, credendo nello sviluppo del nostro Paese e mettendo a disposizione la propria esperienza ventennale nel settore delle batterie. L’investimento è una grande e ambiziosa scommessa sul futuro, occorre però il supporto delle istituzioni e delle amministrazioni, attraverso norme intelligenti e pragmatiche, affinché questo investimento possa esprimere il suo pieno potenziale”, ha commentato Roberto Ardenghi, Amministratore di Seval.
“Per accrescere la resilienza del nostro Paese e dell’Europa il riciclo dev’essere riconosciuto come leva di competitività, sicurezza negli approvvigionamenti e decarbonizzazione: in quest’ottica c’è molta attesa per l’indirizzo e le prospettive future che saprà delineare il prossimo Circular Economy Act”, ha affermato il Direttore ASSOAMBIENTE Elisabetta Perrotta, che ha poi aggiunto, “L’Italia dispone di un capitale industriale e di know-how che le consente di essere già oggi protagonista nella transizione circolare. Occorre, però, rafforzare il sostegno ai processi di recupero di materia, così da rendere maggiormente circolare la quota che opera tutt’ora secondo logiche lineari. Senza dimenticare il contributo energetico che può arrivare dai rifiuti che ad oggi non possono essere riciclati”.

L’incontro all’impianto di Colico, organizzato in collaborazione con Erion, restituisce quindi l’immagine di un settore in forte evoluzione, in cui innovazione tecnologica, sostenibilità e competitività si intrecciano sempre più strettamente. La sfida per l’Europa sarà quella di tradurre queste potenzialità in una strategia coerente e concreta in cui il Circular Economy Act potrà avere il ruolo di nuova base su cui costruire l’autonomia strategica e la capacità di resilienza europea.

Leggi anche

Nuovo regolamento Ue spedizioni di rifiuti, tra stretta all’export e caos operativo sul DIWASS

di

Luigi Palumbo

Pompei capitale della sicurezza idrica: al via UrbanWaterSECURITY 2026

di

Elvira Iadanza

Riforma del Testo unico ambientale, la commissione ha chiuso i lavori ma la legge delega resta ferma

di

Luigi Palumbo

Termovalorizzatore di Roma, 24 mila camion in meno all’anno: al via il cantiere di Santa Palomba

di

Redazione Ricicla.tv