Batterie portatili, raccolta al 31,14% nel 2025: l’Italia accelera sulla nuova filiera europea

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Redazione Ricicla.tv
19/05/2026

Il tasso di raccolta delle batterie portatili in Italia si è attestato al 31,14% nel 2025 secondo i dati del CDCNPA. Pur in un contesto di nuove metodologie di calcolo, il sistema nazionale evidenzia la necessità di rafforzare la raccolta per colmare il gap rispetto ai target europei


Il sistema italiano della raccolta e del riciclo delle batterie portatili entra nella nuova fase disegnata dal regolamento europeo 2023/1542 con un tasso di raccolta che nel 2025 si attesta al 31,14%. È il dato ufficiale pubblicato dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), indicatore chiave per misurare il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione europea in un comparto destinato a diventare sempre più strategico per l’economia circolare e la transizione energetica.

La percentuale riguarda la categoria delle batterie portatili, che comprende le pile di uso quotidiano – dalle stilo alle batterie a bottone – fino agli accumulatori presenti in smartphone, laptop e dispositivi elettronici di consumo. Il risultato arriva in un momento di profonda revisione del quadro normativo europeo e nazionale, dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento batterie e il suo recepimento nell’ordinamento italiano attraverso il decreto legislativo 29/2026 del 7 marzo scorso.

Il nuovo assetto normativo introduce target sensibilmente più ambiziosi rispetto al passato: il tasso di raccolta dovrà raggiungere il 63% entro il 2027 e salire al 73% entro il 2030. In questo contesto, il dato italiano evidenzia un ritardo strutturale che richiederà un’accelerazione significativa dei flussi di raccolta nei prossimi anni.

La lettura del dato 2025, tuttavia, va inserita all’interno delle nuove modalità di calcolo introdotte dal Regolamento UE. Il tasso di raccolta viene determinato mettendo in relazione i quantitativi di rifiuti di batterie portatili raccolti nell’anno di riferimento con la media delle batterie immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Le nuove regole hanno modificato proprio questo meccanismo, anticipando il periodo temporale considerato per l’immesso e ridefinendo la classificazione delle batterie portatili, con l’esclusione di alcune tipologie che in precedenza rientravano nel conteggio.

Si tratta di cambiamenti metodologici che, almeno in questa fase iniziale, rendono più difficile il confronto diretto con le rilevazioni degli anni precedenti. La disomogeneità statistica prodotta dal nuovo sistema impedisce quindi una comparabilità piena con i dati storici, pur rappresentando l’avvio di un modello di monitoraggio destinato a garantire maggiore coerenza e trasparenza nel lungo periodo.

Parallelamente, i dati operativi della raccolta coordinata dal CDCNPA, già illustrati nel rapporto annuale pubblicato a marzo, mostrano comunque un incremento dei volumi raccolti rispetto al 2024. Un segnale che conferma il rafforzamento progressivo della filiera grazie al contributo congiunto di produttori, sistemi collettivi, distribuzione, amministrazioni comunali e gestori del servizio rifiuti.

“L’attuale quadro normativo derivante dal regolamento 2023/1542 introduce una struttura molto solida e ridisegna l’intera filiera delle batterie”, osserva la presidente del CDCNPA, Laura Castelli, sottolineando come il Centro assuma ora “una funzione ancora più centrale nel garantire uniformità e coordinamento del sistema”.

Secondo Castelli, la priorità sarà accompagnare la crescita del comparto attraverso il rafforzamento del coordinamento operativo, della qualità dei dati e del dialogo istituzionale tra tutti gli attori coinvolti. Un percorso che passa anche dal completamento degli strumenti attuativi previsti dalla riforma, a partire dall’aggiornamento del registro dei produttori, dall’adozione dello statuto tipo per i sistemi collettivi e dalla definizione delle modalità operative delle garanzie finanziarie.

“Si tratta di passaggi fondamentali per consolidare il nuovo assetto e accompagnare il Paese verso il raggiungimento dei target europei”, conclude la presidente del CDCNPA, indicando nella piena attuazione della riforma uno degli snodi decisivi per consentire all’Italia di colmare il divario rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione europea.

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