Aumentano le quantità trattate, ma restano differenze territoriali. Il presidente del consorzio Scotti: “Raccogliere meglio è oggi la vera sfida lungo tutto lo Stivale”
Cresce il riciclo del vetro in Italia. Secondo i dati presentati dal consorzio CoReVe, infatti, nel 2025 gli imballaggi in vetro avviati a riciclo hanno raggiunto quota 2.155.287 tonnellate, con un tasso di riciclo dell’82,1%, superando il risultato del 2024 (80,3%). Numeri ben al di sopra degli obiettivi fissati dall’Unione europea, che prevedono il 75% entro il 2030. Secondo il consorzio, lo scorso anno, il consumo di prodotti in vetro ha registrato un lieve aumento, circa lo 0,2%, ma gli incrementi maggiori si riscontrano nella quantità di materiale trattato, +2,5%.
“Il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento e rafforzamento per il sistema del riciclo del vetro in Italia. In un contesto economico ancora caratterizzato da consumi deboli e da forti tensioni sui mercati delle materie prime seconde, il sistema CoReVe ha dimostrato ancora una volta solidità, capacità di adattamento e responsabilità verso l’intera filiera del riciclo. Il tasso di riciclo cresce ancora, confermando il ruolo centrale del vetro nell’economia circolare italiana”, ha commentato Gianni Scotti, Presidente di CoReVe.
Aumentano, dunque, le quantità raccolte, ma restano le differenze territoriali: nel Nord Italia la media della raccolta differenziata del vetro è di 46,7 chili per abitante, al Centro, invece, vengono raccolti 38 chili per cittadino, mentre al Sud 33,6 chili per abitante. La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta, che nel 2025 è riuscita a raccogliere 62,7 chili per abitante, mentre la performance peggiore si registra in Sicilia, che raccoglie solo 28,6 kg per cittadino. La media nazionale si assesta a circa 40 chili per ogni abitante. “Raccogliere di più è importante, ma raccogliere meglio è oggi la vera sfida lungo tutto lo Stivale”, ha spiegato Scotti.
La raccolta e il riciclo del vetro portano si traducono in risparmi effettivi sia sul piano ambientale che economico. Nel 2025 CoReVe ha erogato ai comuni contributi per 146 milioni di euro, (+29,7% rispetto al 2024), con un picco di crescita nel Sud Italia di oltre il 31%. Guardando ai benefici ambientali, invece, il riciclo ha permesso di risparmiare 408 milioni di metri cubi di gas (equivalenti ai consumi domestici di una città di circa 1.160.000 abitanti) e sono state evitate emissioni pari a 2,4 milioni di tonnellate di CO₂. Le materie prime risparmiate ammontano a 3,9 milioni di tonnellate, una quantità pari a quasi due volte il volume del Colosseo. Il riciclo ha fatto risparmiare, spiega CoReVe, 479 milioni di euro costi di smaltimento in discarica.
Il 2025 ha visto anche la crescita del numero dei Comuni convenzionati (+9%), raggiungendo le 7.485 unità, pari al 94,8% del totale nazionale. I cittadini serviti, dunque, sono saliti a 56,8 milioni, corrispondenti al 96,4% della popolazione italiana. Il consorzio lo scorso anno ha anche portato avanti attività di ricerca svolte in collaborazione con la Stazione Sperimentale del Vetro, con l‘obiettivo di definire nuovi standard europei e sistemi di ecodesign per la progettazione degli imballaggi finalizzati a massimizzarne la riciclabilità, analizzando contenitori, etichette, colle e decorazioni per ridurre gli scarti negli impianti di selezione e migliorare la qualità del materiale riciclato, soprattutto in vista del nuovo Regolamento Ue sugli imballaggi e su cui è aperto il confronto sul tema della trasmittanza del vetro.
Alla ricerca, allo stesso tempo, si affianca una corretta comunicazione ambientale. Per questo il consorzio ha firmato recentamente l’Accordo Quadro per la sostenibilità con l’Università IULM di Milano per “promuovere una cultura della sostenibilità fondata su informazione di qualità, creatività e partecipazione”, si legge nella nota rilasciata da CoReVe. Tra le iniziative previste dall’Accordo, due borse di studio destinate agli studenti dell’Ateneo. “I dati sul riciclo del vetro nel 2025 ci offrono una fotografia aggiornata delle performance della filiera e del contributo del materiale vetro agli obiettivi nazionali di economia circolare. Ma ci dicono anche che la sostenibilità ha bisogno di competenze, linguaggi e narrazioni capaci di coinvolgere le nuove generazioni. Attraverso questa collaborazione con l’Università IULM, vogliamo contribuire a formare professionisti in grado di trasformare i dati ambientali in conoscenza, partecipazione e consapevolezza”, ha concluso Scotti.





