La Francia prova ad arginare l’ondata di plastiche extra Ue non tracciate e a rilanciare la domanda di riciclati made in Europe. Pronti bonus fino a 1000 euro da calcolare in base al tipo di materiale plastico riciclato utilizzato
Dal primo gennaio 2026 in Francia scatterà un incentivo per i produttori di materie plastiche che utilizzeranno polimeri riciclati per le loro lavorazioni e che appartengono alle filiere della responsabilità estesa del produttore (Epr). Secondo il decreto, pubblicato lo scorso settembre, le imprese che utilizzano plastica riciclata potranno ricevere incentivi modulati a seconda della provenienza della materia prima seconda: si parte da 450 euro per tonnellata se il materiale plastico riciclato incorporato proviene da altri regimi di responsabilità estesa del produttore, il bonus, poi, sale a 550 euro per l’utilizzo di materie prime seconde provenienti dallo stesso regime Epr, fino ad arrivare a 1000 euro per tonnellata per l’utilizzo – si legge sulla gazzetta ufficiale francese – di materiale plastico riciclato incorporato derivante da resine plastiche che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecniche, sono considerate difficili da riciclare per l’incorporazione in imballaggi sensibili al contatto. In realtà, però, in un articolo successivo viene specificato come, per quest’ultimo caso “l’importo del premio è fissato in 550 euro per tonnellata di materiale plastico riciclato incorporato per gli anni 2026 e 2027”.
Dal sussidio sono invece esclusi i materiali compositi, imballaggi in Pvc e anche i prodotti il cui materiale plastico riciclato proviene da un processo di riciclo con una resa in massa inferiore al 50%. Le coperture per questi incentivi arrivano direttamente dai sistemi di Epr, anche nella forma di modulazioni degli importi pagati dagli stessi produttori. “Il finanziamento dei premi versati ai sensi del presente decreto – si legge nel provvedimento – è assicurato esclusivamente dai contributi e, ove applicabili, dagli adeguamenti, versati dai materiali o prodotti plastici che incorporano esclusivamente o prevalentemente plastica appartenenti allo stesso settore di responsabilità estesa del produttore di quello dei prodotti beneficiari del premio”. Insomma, i fondi arrivano dalle stesse contribuzioni obbligatorie che i produttori versano agli eco‑organismi nell’ambito del sistema Epr.
Requisito indispensabile per l’accesso ai sostegni sarà il rispetto di una rigida clausola territoriale o di rigorosi standard di qualità per il trattamento del materiale post-consumo. Il decreto francese, infatti, parla di “soddisfare il principio di prossimità”, che si considera raggiunto quando la raccolta, la selezione, il riciclaggio e l’incorporazione della plastica riciclata vengono effettuati cumulativamente entro un raggio massimo di 1.500 chilometri attorno al centro della Francia metropolitana, in un paese dell’Unione Europea o anche in un paese terzo, a patto però che soddisfi standard equivalenti a quelli stabiliti dalla direttiva quadro sui rifiuti, dalla direttiva sulle emissioni industriali e da tutti i regolamenti e le direttive europee applicabili ai prodotti oggetto del provvedimento. Inoltre, specifica il testo, “quando la tracciabilità non può essere garantita dal punto di raccolta iniziale, vengono presi in considerazione solo la selezione, il riciclaggio e l’incorporazione dei materiali plastici”.
Il meccanismo di incentivazione attivato in Francia arriva in in un momento difficile per l’industria del riciclo plastico europeo. Il sistema di bonus proverà infatti a rilanciare la domanda di materiale riciclato, soprattutto di quello made in Europe, che da tempo soffre per la concorrenza delle plastiche vergini e riciclate realizzate fuori dai confini Ue, soprattutto nei paesi del far east, a basso costo e senza il rispetto degli alti standard ambientali richiesti dall’Unione. Un’iniziativa che, con ogni probabilità, diventerà oggetto di discussione anche nell’ambito del tavolo di lavoro convocato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per trovare soluzioni alla crisi della filiera italiana del riciclo della plastica. Il confronto tra Mase e stakeholder, per ora, non ha dato luogo agli interventi incisivi chiesti dai riciclatori. Il prossimo incontro è in calendario per il 22 dicembre.


