Crisi riciclo plastica in Europa, Glerean (Pre): “Evitare chiusure nel vecchio Continente. Servono interventi”

di Elvira Iadanza 18/12/2025

L’intervista di Ricicla.tv a Paolo Glerean, membro del Consiglio di Plastics Recyclers Europe, sulla grave flessione che ha colpito la filiera del riciclo plastico: “Dal 2006 ad oggi la quota dei produttori sul mercato globale è scesa dal 22% al 12”


L’industria europea del riciclo delle materie plastiche sta attraversando una grave crisi strutturale. Secondo Plastics Recyclers Europe, l’associazione dei riciclatori europei, tra 2023-2025 è andata persa una capacità di riciclo stimata in circa un milione di tonnellate.

Le difficoltà, però, non riguardano solo il settore del riciclo, ma l’intera filiera della plastica. “Solo nel 2023 – sottolinea Paolo Glerean, membro del Consiglio di Plastics Recyclers Europe – la produzione di materie plastiche è diminuita dell’8,3%. Se si guarda al periodo dal 2006 a oggi, la quota dei produttori europei sul mercato globale è scesa dal 22% al 12%”.

I numeri del riciclo delle plastiche nell’Unione europea confermano la tendenza negativa. Il volume complessivo di materiale avviato a recupero di materia è sceso da 7,7 milioni di tonnellate nel 2023 a 7,5 milioni nel 2024. Anche i fatturati sono in calo: –5,5% rispetto all’anno precedente, passando così da 9,1 miliardi di euro nel 2023 a 8,6 miliardi nel 2024.

Non va meglio sul fronte della capacità industriale: nel solo 2024 hanno cessato l’attività impianti per circa 300 mila tonnellate. I Paesi Bassi risultano tra i più colpiti seguiti da Germania e Regno Unito. “Questo non significa che la crisi sia localizzata – avverte Glerean – ma che questi Paesi sono stati colpiti prima e in misura maggiore. La crisi si sta ora estendendo anche ad altre aree, con nuove chiusure”. Le cause di questa flessione sono ormai note: l’aumento dei costi energetici e di produzione, la concorrenza delle importazioni di polimeri a basso costo e l’andamento dei prezzi dei materiali stanno incidendo pesantemente sui fatturati delle imprese del recupero di materia.

Per sostenere le imprese e favorire l’uscita dallo stallo, l’associazione chiede misure concrete. “Sono necessarie forme di protezione per colmare il divario di costo tra la produzione europea e quella extra-Ue”, spiega Glerean a Ricicla.tv, sottolineando come tali interventi servirebbero anche a valorizzare gli standard ambientali e qualitativi che in Europa sono già applicati.

Una condizione fondamentale per aiutare la filiera del riciclo è, secondo i riciclatori, l’introduzione di specifici codici doganali. “Quelli attualmente in uso non distinguono tra polimero vergine e riciclato – spiega l’associazione – rendendo impossibile il tracciamento corretto delle transazioni e la loro rendicontazione”.

Tra le altre proposte avanzate, c’è anche la richiesta che il contenuto di materiale riciclato usato nelle lavorazioni provenga dall’Europa. Una condizione ritenuta “assolutamente necessaria” per completare il ciclo di una vera economia circolare e locale (intesa come continentale). Inoltre, viene evidenziata l’importanza di riconoscere il contributo delle materie prime seconde alla decarbonizzazione, attraverso strumenti economici dedicati. “Tentativi in questa direzione sono stati fatti anche in Italia – osserva Glerean – ma senza risultati concreti”.

Un ulteriore nodo riguarda gli obiettivi al 2030 di contenuto minimo di materiale riciclato fissati dal regolamento europeo sugli imballaggi. Per evitare che possano aprire ulteriormente la strada all’afflusso di riciclati a basso costo dai paesi extra-Ue (come in parte sta già succedendo per gli obiettivi sulle bottiglie in Pet previsti dalla direttiva Sup) è stata introdotta una vera e propria clausola di salvaguardia: i produttori potranno utilizzare polimeri provenienti da Paesi terzi solo se realizzati in linea con gli standard ambientali dell’Ue. “La vera questione – conclude Glerean – è quella relativa al come garantire un’applicazione rigorosa di questa misura e, soprattutto, come permettere all’industria europea di arrivare al 2030 senza perdere altre aziende”.

Per evitare un’ulteriore perdita di competitività, Plastics Recyclers Europe suggerisce anche iniziative a livello nazionale. Un esempio è quello che arriva dalla Francia, che dal 2026 introdurrà incentivi economici diretti per i produttori che utilizzeranno plastica riciclata. “Provvedimenti di questo tipo sono indispensabili – conclude Glerean – altrimenti il rischio è quello di assistere alla chiusura di un numero sempre maggiore di aziende”.

1 Commento su "Crisi riciclo plastica in Europa, Glerean (Pre): “Evitare chiusure nel vecchio Continente. Servono interventi”"

  1. Giovanni Girolimetto ha detto:

    Parla proprio quello che non dovrebbe parlare ! Questo signore è direttore commerciale di Aliplast che è anche CEO di RECYCLASS che rilascia le certificazioni e le dà a chi vuole lui come possibile che nessuno interviene !! Per questo che le piccole e medie imprese di riciclo chiudono non hanno possibilità di competere con i più grossi e loro fanno quello che vogliono del mercato italiano ed europeo !!!!

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