Economia circolare, Musumeci: “Strada obbligata”. La Sicilia accelera su impianti e obiettivi UE

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Elvira Iadanza
24/04/2026

Da Ecomed l’isola si candida a rafforzare il proprio ruolo come laboratorio di innovazione sostenibile nel Mediterraneo


L’economia circolare è la strada obbligata per una maggiore e nuova consapevolezza ecologica”, a dirlo a Ecomed è Nello Musumeci, ex presidente della Regione Siciliana e attuale ministro per le politiche del mare, intercettato da Ricicla.tv a margine della sua visita alla fiera dedicata alla transizione ecologica e all’economia circolare in corso a Catania. “C’è ancora tanto da fare – ha aggiunto – perché non basta calare dall’alto le norme e le pratiche, bisogna anche avere una consapevole partecipazione da parte della base dei cittadini. Ci vorrà del tempo”. Musumeci ha poi rivendicato i risultati ottenuti durante il suo mandato alla guida della Regione: la raccolta differenziata in Sicilia è passata dal 16% a oltre il 42% nel 2022. Tra i passaggi chiave anche l’avvio degli iter per la realizzazione dei termovalorizzatori. “Siamo sulla strada giusta – ha concluso Musumeci – però non ci sediamo sugli allori, perché gli allori pungono”.

Sul piano della programmazione siciliana, un impulso decisivo è arrivato dall’approvazione da parte della Commissione europea dell’aggiornamento del piano rifiuti regionale. A sottolinearlo è Corrado Clini, ex ministro dell’Ambiente e consulente del presidente della Regione Renato Schifani. “Questo aggiornamento – ha continuato Clini – identifica tre obiettivi: il recupero del 65% di materia, il recupero del 25% di energia e il 10% di discarica. Il recupero di materia avviene attraverso la realizzazione di 18 impianti, il recupero di energia attraverso due termovalorizzatori e il conferimento in discarica passa dall’attuale 40% al 10% entro il 2030. Sono impegnate risorse già disponibili attorno al miliardo e 300 milioni. Io credo che nel corso dei prossimi due anni, se siamo lenti tre, vedremo uno scenario diverso in Sicilia, che potrebbe anche essere un modello per altre regioni italiane”. Nel programma siciliano, inoltre, trova spazio anche l’utilizzo di Css (combustibile solido secondario): “E’ una strada che prevede il rifornimento di 150.000 tonnellate all’anno di combustibile solido derivato dai rifiuti, che si può usare nei cementifici in alternativa al petcoke, che è un combustibile fossile molto inquinante”, ha spiegato Clini.

In uno scenario geopolitico sempre più complesso, inoltre, ripensare i modelli produttivi e di consumo è quanto mai necessario: “L’economia circolare non serve solo a traguardare alcuni obiettivi del 2030 o del 2050, ma soprattutto a costruire un nuovo modello attraverso cui non soltanto si produce, ma soprattutto si consuma”, ha spiegato Domenico Repetto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, aggiungendo che “è importante entrare nell’ottica del consumare meno e meglio”. E in questo contesto, la Sicilia punta a rafforzare il proprio ruolo come laboratorio di innovazione sostenibile nel Mediterraneo ed Ecomed si conferma come piattaforma di confronto tra istituzioni, imprese e operatori del settore: “Siamo giunti alla 18.ª edizione del Salone con numeri importanti sia dal punto di vista espositivo ma soprattutto dal punto di vista della qualità dei convegni. Credo che la Sicilia giochi e giocherà un ruolo strategico nel settore delle acque e nel settore dell’energia nel Mediterraneo. Quindi l’obiettivo è far diventare Ecomed un hub tecnologico e strategico per quest’area mettendo in connessione tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”, ha spiegato Salvatore Peci, Executive board di Ecomed.

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