La società nata nel 2021 ha costruito una tecnologia capace di processare oltre 40mila immagini di rifiuti provenienti da diversi continenti ottimizzando costi, tempi e impatto ambientale dei clienti
La startup italiana NANDO accelera la propria crescita con un aumento di capitale da 3,3 milioni di euro, un’operazione che rafforza in modo significativo la sua traiettoria di sviluppo e consolida la fiducia del mercato in una tecnologia che punta a trasformare il settore del waste management. Il round è stato guidato da MAIA Ventures (Praesidium SA), attraverso il fondo Maia I con la partecipazione di EIF nell’ambito del programma InvestEU Fund, insieme a CDP Venture Capital SGR, tramite il Fondo Acceleratori e con il coinvolgimento del Fondo Piemonte Next. Hanno partecipato anche investitori già presenti nella compagine societaria, tra cui Club degli Investitori, La4G ed EMBA Capital Partners.
Il nuovo afflusso di capitale rappresenterà la leva per sviluppare ulteriormente una piattaforma proprietaria che integra Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Computer Vision per digitalizzare e automatizzare il monitoraggio dei rifiuti urbani, industriali e alimentari. Dopo la nascita nel 2021, infatti, la società ha costruito una tecnologia capace di processare oltre 40.000 immagini di rifiuti provenienti da diversi continenti, convertendo ciò che prima era misurato in modo sporadico e manuale in informazioni ad alta granularità, immediatamente utilizzabili per ottimizzare costi, tempi e impatto ambientale.
Grazie a dashboard unificate e analisi in tempo reale, aziende e operatori pubblici possono intervenire in modo mirato sui propri processi, superando i limiti delle rilevazioni discontinue e introducendo una gestione data-driven lungo l’intera filiera. La tecnologia è già adottata da oltre 80 clienti in 17 Paesi, tra grandi produttori di rifiuti, gestori del servizio, società di facility management e operatori della ristorazione collettiva, come ad esempio ISS, Narita International Tokyo Airport, Samsic Facility Italia, A2A, IREN, Bywaters lt, IVECO Group, Deloitte, Grosvenor Property UK, Recorra, Capgemini, CBRE e The Howard de Walden Estate.
Il capitale raccolto sarà destinato al potenziamento dei sistemi di raccolta e analisi dei dati e allo sviluppo di nuove linee di prodotto dedicate al monitoraggio avanzato delle diverse tipologie di rifiuti, con un’attenzione particolare al food waste. In un contesto segnato dall’aumento dei costi di gestione, dalla pressione sulle materie prime e dalla scarsità di personale, la misurazione puntuale dei flussi di scarto, infatti, può diventare un fattore strategico per aziende e amministrazioni. L’approccio tecnologico e scalabile della startup intercetta questa esigenza strutturale, trasformando un problema operativo in un’informazione che può avere ricadute economiche e ambientali misurabili.
Guardando ai prossimi mesi, l’obiettivo – si legge nella nota rilasciata dall’azienda – è consolidare la presenza in Europa e nel Regno Unito e accelerare l’espansione verso Stati Uniti e Asia, rafforzando il posizionamento come piattaforma di riferimento per l’analisi intelligente dei rifiuti.
“Con questo nuovo round, vogliamo sfruttare l’opportunità unica che il mercato dei rifiuti sta vivendo in questo momento. Negli ultimi anni, l’aumento dei costi di gestione dovuto all’incremento dei costi del lavoro e delle materie prime, insieme alla scarsità di personale, ha reso la misurazione dei rifiuti un fattore cruciale nell’ottimizzazione dei processi operativi di aziende e amministrazioni. Questo fenomeno è diventato particolarmente critico in settori come la ristorazione, dove abbiamo recentemente lanciato una soluzione che sta riscontrando un interesse molto forte da parte del mercato. Il capitale raccolto ci permetterà di sviluppare ulteriormente la nostra tecnologia, consolidando il posizionamento di NANDO come punto di accesso unico ai dati sui rifiuti”, ha commentato Riccardo Leonardi, CEO e tra i fondatori di NANDO insieme a Fabrizio Custorella, Giovanni Lucifora, Federico Fedi e Simone Cavariani.



È davvero incoraggiante leggere del successo di una startup come Nando, capace di attrarre investimenti significativi per integrare l’intelligenza artificiale in un settore cruciale come quello della gestione dei rifiuti. Questo traguardo non rappresenta solo un riconoscimento per l’innovazione tecnologica italiana, ma segna un passo concreto verso un’economia circolare più efficiente e sostenibile, dimostrando come la digitalizzazione possa risolvere sfide ambientali complesse migliorando la qualità della raccolta e del recupero dei materiali.