In Trentino una miniera diventa deposito per mele e spumanti

di Elvira Iadanza 06/08/2025

A 200 metri di profondità procedono i lavori per il primo data center civile in Europa all’interno di una miniera attiva


La lotta al consumo di suolo passa anche dalla migliore gestione degli spazi sotto terra. È questa l’intuizione di Tassullo, che con il progetto Tera sfrutta gli spazi creati dall’estrazione di dolomia in ipogei su misura adatti a ospitare attività tecnologiche e commerciali. Per capire meglio di cosa si parla è d’obbligo, in questo caso, andare più a fondo. Per la precisione scendere a 200 metri di profondità.

Nei primi anni 2000 l’azienda Tassullo decide di investire in un progetto di indagine e ricerca per confermare le proprietà geologiche del sito dell’antica Miniera San Romedio, sotto la quale si estende un banco di centinaia di ettari di dolomia purissima. Dopo qualche anno iniziano i lavori di estrazione in profondità, poi dall’attività industriale nasce l’idea circolare. Nel 2013 gli scavi, oltre a portare in superficie il materiale, assumono pian piano una connotazione diversa: quella dell’innovazione, ma soprattutto del recupero e del riutilizzo delle gallerie generate dall’attività estrattiva.

Dopo un periodo di crisi – si legge sul sito dell’azienda – nel 2018 viene costituita la società Miniera San Romedio Srl, che opera sul mercato con il brand Tassullo. E qui veniamo al presente. Con la nascita di Tera, si dà il via a “un ecosistema minerario unico al mondo, un luogo dove ogni pezzo di roccia estratto è funzionale a costruire, non a distruggere, dove ogni metro scavato diventa opportunità, un vuoto che genera crescita”, si legge nel comunicato della Provincia autonoma di Trento in occasione della presentazione del progetto a Montecitorio.

Con una temperatura costante di 12 gradi e l’assenza di infiltrazioni d’acqua, gli ambienti di Tera presentano le condizioni ideali per lo stoccaggio di beni di vario genere e i vantaggi a favore delle aziende che optano per questa scelta di sostenibilità sono innumerevoli: si va dalla riduzione dei costi energetici al risparmio di territorio di superficie per magazzini e capannoni. Senza dimenticare i ambientali “dovuti all’assenza di smaltimento di prodotti legati alla filiera della refrigerazione”.

Negli ipogei nascosti sotto i piedi delle Dolomiti hanno già trovato casa numerosi prodotti: circa 2.5 milioni di bottiglie del brand Altemasi Trento Doc40.000 tonnellate di mele Melinda e 1200 forme di formaggio Trentingrana. Non solo generi alimentari. All’interno delle grotte artificiali stanno procedendo i lavori per la realizzazione di Intacture, il primo data center civile in Europa all’interno di una miniera attiva. Un progetto di Trentino DataMine sviluppato con una partnership tra pubblico e privato, il presidio digitale ipogeo è cofinanziato dal Pnrr per circa 18,5 milioni di euro su un investimento complessivo di oltre 50 milioni.

“Dall’incontro tra la natura e lo spirito innovativo di Tassullo, nasce Tera. Un luogo che accoglie progetti, persone e idee in evoluzione. Un ecosistema di collaborazione e crescita sostenibile. Una rete di connessioni tra aziende, istituzioni e comunità locali” ha dichiarato il Ceo di Tassullo, Roberto Covi. “La scelta del nome Tera – prosegue – deriva dal greco téras e significa ‘cosa portentosa’, prefisso che anteposto al nome di un’unità di misura ne moltiplica il valore ed esprime il processo consapevole e ambizioso che ci porta a diventare moltiplicatori di spazio, risorse e opportunità. Tassullo, infatti, progetta le proprie attività estrattive quotidiane affinché gli spazi minerari che ne derivano possano trasformarsi in spazi ipogei su misura, acquisire una nuova destinazione d’uso e accogliere altre aziende che, come noi, credono in un futuro più sostenibile”, e conclude “Tera diventa quindi anche metafora di terreno comune, punto di incontro tra esigenze diverse ma intenti condivisi”.

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