Ispra, nel 2023 diminuiti i rifiuti contenenti amianto

di Monica D'Ambrosio e Elvira Iadanza 22/07/2025

Lo Sportello Amianto Nazionale: “In Italia ancora 30milioni di tonnellate di asbesto nei territori”


Nel 2023 in Italia sono state prodotte circa 240mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto. Il dato arriva dal report di Ispra sui rifiuti speciali ed evidenzia una diminuzione delle quantità prodotte nel 2022 di circa 4 mila tonnellate (-1,4%). Il minerale, anche noto come asbesto, è stato messo al bando con la legge 257 del 1992, che ne vieta l’estrazione, l’importazione, la lavorazione e la vendita. I rifiuti che lo contengono, quindi, provengono esclusivamente dalle attività di rimozione e bonifica degli edifici e dei manufatti che lo contengono. Guardando alle varie tipologie di rifiuti che contengono asbesto, la quota principale è composta dai materiali da costruzione contenenti amianto che rappresentano – scrive Ispra – il 93,6% dei rifiuti a base di amianto complessivamente gestiti.

In base ai dati suddivisi per regione, Ispra sottolinea che la diminuzione di produzione di rifiuti che contengono il minerale interessa prevalentemente “il Friuli-Venezia Giulia (-19 mila tonnellate) e la Puglia (-3 mila tonnellate)”, si registrano, invece, aumenti in Veneto (+9 mila tonnellate) e in Lombardia (+7 mila tonnellate). Ed è proprio la Lombardia la regione con il maggior quantitativo di rifiuti contenenti amianto prodotti, circa 78 mila tonnellate, il 32,5% della produzione nazionale. Questi rifiuti, nella quasi totalità, sono costituiti da materiali da costruzione, circa 72 mila tonnellate. Le altre regioni che contribuiscono maggiormente alla produzione sono il Veneto (oltre 42 mila tonnellate), l’Emilia-Romagna (23 mila tonnellate) e il Piemonte (circa 19 mila tonnellate).

Un ritmo, quello delle bonifiche, non commisurato alle proporzioni dell’emergenza asbesto. “In Italia abbiamo ancora 30 milioni di tonnellate sul territorio – ha spiegato Fabrizio Protti, presidente dello Sportello Amianto Nazionale – abbiamo mappato circa 24.000 chilometri quadrati con tecnologie satellitari ed è evidente che, purtroppo, queste battute d’arresto non fanno bene al risultato che è la prevenzione primaria, cioè togliere l’amianto dai territori”.

I dati sulla rimozione dell’asbesto rilevati da Ispra segnano andamenti discontinui nel corso degli anni. Secondo lo Sportello Amianto Nazionale serve in primo luogo continuare l’attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini. “Noi continuiamo con la nostra azione di divulgazione. Quest’anno saremo partner per la prima volta, di RemTech con due convegni, di cui uno molto importante sull’inertizzazione dell’amianto”, ha aggiunto Fabrizio Protti sottolineando come “lo stesso rapporto Ispra denuncia il fatto che lo Stato italiano non ha ancora protocolli che in qualche modo possano garantire lo sviluppo di impianti industriali sul territorio italiano e su questo punto stiamo ponendo molta attenzione”.

Lo scorso 4 luglio per il suo impegno lo Sportello Amianto Nazionale è stato riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente come associazione di tutela ambientale a rilevanza nazionale, status che consentirà ai tecnici dello Sportello di partecipare a tavoli tecnici istituzionali, conferenze dei servizi e di fornire supporto consultivo nell’ambito di procedimenti di valutazione e autorizzazione. “Finalmente lo Stato ha riconosciuto ufficialmente il lavoro che stiamo facendo – ha commentato Protti – lo Sportello Amianto ha oggi 4000 punti sul territorio e speriamo di arrivare alla democraticità totale, cioè agli 8000 comuni italiani entro e non oltre la fine dell’anno prossimo”, ha concluso il presidente dell’associazione.

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