Alla Camera dei Deputati l’ok definitivo alla manovra: previsti anche 35 milioni di euro all’anno dal 2026 al 2028 per chi produrrà acciaio inossidabile utilizzando rottami
La legge di bilancio 2026, che ha appena ricevuto il via libero definitivo da Montecitorio con 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti, contiene anche un contributo economico a supporto delle imprese che utilizzano i rottami di acciaio inox. La proposta era arrivata attraverso l’emendamento dei senatori di Fratelli d’Italia Gelmetti e Ambrogio con l’obiettivo di “favorire la decarbonizzazione e ridurre l’importazione di semilavorati di acciaio inossidabile ad elevata impronta di carbonio dal continente asiatico, prodotti con materie prime e processi industriali altamente inquinanti, e a promuovere la produzione basata sul riciclo di rottame” attraverso un contributo massimo di 35 milioni di euro all’anno dal 2026 al 2028.
L’emendamento, nel corso della discussione in Commissione al Senato, era anche stato scelto dal partito di maggioranza tra i provvedimenti “segnalati”, quelli, cioè, considerati prioritari. Scendendo nel dettaglio del provvedimento si legge che il contributo sarà riconosciuto ai soggetti che, nel periodo che va dal primo gennaio 2026 al 31 dicembre 2027, produrranno attraverso il riciclo di rottami e l’utilizzo di forni elettrici nuovo acciaio inossidabile. In un’ottica di decarbonizzazione l’accesso al beneficio dipenderà anche dai consumi energetici del processo produttivo, con soglie che diventano progressivamente più stringenti di anno in anno: da 3,88 GJ, passando per 3,68 GJ fino a 3,50 GJ.
Non solo risparmio energetico, per poter accedere ai fondi, bisognerà anche rispettare dei target ben precisi di utilizzo di rottame. Il contributo – si evince dal testo – è riconosciuto ai soggetti che producono acciaio inossidabile utilizzando prevalentemente rottami inox e materiali di riciclo per una quota superiore al 90 per cento e producono acciai contenenti Nichel compreso fra il 6 per cento e il 10,5 per cento, Cromo compreso fra il 16 per cento ed il 18,5 per cento e Molibdeno minore di 3 per cento. L’idea è quella di consentire l’accesso ai supporti economici anche ai produttori di acciai speciali austenitici (le cosiddette superleghe) che “utilizzano prevalentemente rottami inossidabili e materiali di riciclo per una quota superiore al 70 per cento e appartengono alle seguenti tipologie di acciai speciali definite nelle norme EN ed ASTM di riferimento: acciai inossidabili ferritici; acciai inossidabili martensitici; acciai inossidabili duplex e acciai inossidabili indurenti per precipitazione (PH)”.
È previsto che questo contributo sia cumulabile anche con altre agevolazioni a condizione che la somma dei vari incentivi non “determini una sovracompensazione”. I criteri per la determinazione e l’erogazione del contributo dovranno essere stabiliti con un “decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e con il Ministero dell’Economia e delle finanze”, tenendo conto – specifica il testo approvato dal Parlamento – del costo medio di produzione del semilavorato, registrato dalle imprese beneficiarie nell’anno precedente, nonché del minor costo di esportazione dei semilavorati in acciaio inossidabile proveniente dal continente asiatico.


