PFU, Ecopneus supera del 23% gli obiettivi di raccolta

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Redazione Ricicla.tv
25/03/2026

Ecopneus chiude il 2025 con 199.408 tonnellate di PFU raccolte, pari al 123% dell’immesso a consumo e ben oltre i target normativi. Il risultato è legato anche alla necessità di compensare i flussi di pneumatici ‘fantasma’ e garantire la tenuta del sistema. Numeri già in linea con la riforma Mase che punta al 100% di raccolta. Carnimeo: “Serve sviluppare le applicazioni della gomma riciclata”


Quasi 200 mila tonnellate di pneumatici a fine vita raccolte su tutto il territorio nazionale, con un surplus rispetto agli obblighi di legge già in linea con le sfide dell’immediato futuro. Sono i numeri di Ecopneus, principale sistema nazionale di responsabilità estesa del produttore per la gestione degli pfu, che nel 2025 ha risposto alle richieste di ritiro di oltre 20.300 punti di generazione, come gommisti e meccanici, con circa 52.000 prelievi effettuati e un totale di 199.408 tonnellate di pneumatici a fine vita raccolte e avviate a recupero. Una filiera che alimenta applicazioni sia sul fronte del riciclo – dalle pavimentazioni sportive ad alte prestazioni agli asfalti silenziosi – che su quello del recupero energetico.

“I risultati del 2025 confermano la capacità del sistema di assicurare un servizio stabile, efficiente e pienamente operativo su tutto il territorio nazionale, in linea con le esigenze della filiera”, commenta il direttore di Ecopneus Giuseppina Carnimeo. Le quantità di pfu intercettate nel 2025, calcola il consorzio, rappresentano il 123% dell’immesso a consumo, ben al di sopra del 95% obbligatorio per legge. Un’extra sforzo, su mandato del Ministero dell’Ambiente, necessario a evitare il blocco del sistema nazionale di prelievo, di fronte ai periodici ingolfamenti causati dai fenomeni di immissione sul mercato di pneumatici ‘fantasma’, non coperti da contributo ambientale né contabilizzati ai fini della raccolta.

“Il superamento del target – aggiuge Carnimeo – è il frutto di una programmazione puntuale e di una gestione rigorosa delle risorse, che ha consentito di raggiungere gli obiettivi senza alcun impatto sul contributo ambientale“. Numeri che vedono il sistema già in linea con la proposta di riforma presentata dal Mase per rafforzare il regime di responsabilità estesa del produttore, passando, tra l’altro, da un obbligo di raccolta del 95% al 100% dell’immesso a consumo. “un passaggio importante per accompagnare l’evoluzione del sistema e rafforzarne ulteriormente l’efficacia, definendo un quadro regolatorio in grado di sostenere il funzionamento complessivo della filiera e le attività degli operatori coinvolti”, osserva Carnimeo.

La revisione degli obblighi in capo ai consorzi nazionali proposta dal Ministero dell’Ambiente prevede, oltre a vincoli più stringenti sulla raccolta, anche l’introduzione di un target di riciclo minimo del 45%. Un obiettivo che, anche alla luce dello stop all’utilizzo negli intasi per campi sportivi (a partire dal 2031) passerà anche per lo sviluppo di nuove tecnologie di recupero e per l’aumento delle applicazioni dei materiali riciclati. Per questo, aggiunge Carnimeo, “nei prossimi mesi continueremo a lavorare con istituzioni, aziende e operatori della filiera per consolidare i risultati raggiunti e sostenere lo sviluppo degli impieghi della gomma riciclata, elemento chiave per la piena valorizzazione dei pfu”.

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