Plures ha inaugurato a Prato il nuovo Textile Hub, realizzato con un investimento di 31,3 milioni di euro.
L’impianto potrà trattare fino a 33 mila tonnellate annue di rifiuti e scarti tessili, integrando selezione ottica, intelligenza artificiale e cernita manuale. L’obiettivo è rafforzare la filiera del riuso e del riciclo, valorizzando la tradizione del distretto pratese nel quadro della transizione verde europea
Tradizione e innovazione. Da un lato la secolare attività di recupero dei tessuti – soprattutto in lana – vero e proprio marchio di fabbrica di uno dei principali distretti manifatturieri d’Italia. Dall’altro una piattaforma tecnologica che integrerà automazione industriale e intelligenza artificiale per accompagnare il comparto nel percorso della transizione verde. È stato inaugurato a Prato, nell’area dell’ex depuratore comunale, il nuovo Textile Hub di Plures, la piattaforma per la selezione e valorizzazione di scarti e rifiuti tessili realizzata dalla multiutility toscana con un investimento complessivo di 31,3 milioni di euro, 900 mila dei quali finanziati dal Pnrr.
Tra sistemi di selezione ottica, lettori addestrati con intelligenza artificiale e cernita manuale effettuata da circa 50 addetti su due turni, una volta a regime l’impianto tratterà fino a 33 mila tonnellate l’anno di materiali: 20 mila di prodotti tessili post consumo, prevalentemente abiti usati da raccolte urbane, e 13 mila scarti di produzione provenienti dalle manifatture del distretto pratese. Secondo stime di Plures, dopo la selezione e sanificazione il 60% dei flussi trattati dall’impianto potrà essere destinato al mercato del riuso, mentre la quota restante sarà ulteriormente selezionata sulla base della composizione e, dopo una pre-sfilacciatura automatizzata, avviata a riciclo meccanico per la produzione di nuova materia prima seconda.
L’impianto di Plures è parte della strategia ‘Next Generation Prato’, che punta, tra l’altro, a trasformare il distretto tessile del capoluogo toscano, primo nel settore in Europa per dimensione, in un vero e proprio avamposto della transizione verde. Partendo dalla secolare tradizione di riciclo della lana – il cosiddetto ‘cardato riciclato pratese’ – l’obiettivo è quello di sfruttare le leve dell’innovazione per integrare produzione e gestione del fine vita in un modello di simbiosi industriale basato sull’economia circolare. In linea con le strategie europee (e nazionali) che stanno riscrivendo il paradigma dell’intero ciclo di vita dei prodotti tessili e d’abbigliamento: dall’ecodesign alla responsabilità estesa del produttore, passando per i futuri regolamenti ‘end of waste’.
“L’Europa sta indicando una direzione sempre più chiara per il futuro del settore tessile – ha dichiarato Lorenzo Perra, presidente di Plures – noi abbiamo scelto di anticipare questa trasformazione, realizzando un’infrastruttura capace di dare risposte concrete a una sfida che riguarda l’ambiente, ma anche la competitività del nostro sistema produttivo”. “Per Prato – ha commentato Nicola Ciolini, vice presidente di Plures – questo progetto ha un valore che va oltre la realizzazione di un nuovo impianto. Significa mettere a sistema una vocazione che il nostro distretto coltiva da generazioni: recuperare, rigenerare e dare nuova vita alle fibre tessili. Oggi quella tradizione incontra le tecnologie più avanzate e diventa un’opportunità di sviluppo per tutto il territorio”.





