Raee, la ricerca del Centro di Coordinamento: “Italiani poco informati sui servizi di ritiro 1 contro 1 e 1 contro 0”

di Elvira Iadanza 27/11/2025

L’indagine commissionata dal CDC Raee e realizzata da Ipsos Doxa su 2000 cittadini evidenzia che solo il 16% conosce le modalità di ritiro dei rifiuti elettrici ed elettronici


L’incremento dei volumi di rifiuti elettrici ed elettronici (raee) avviati a corretto riciclo rappresenta una sfida che il nostro Paese non può più rimandare, e mentre l’Europa ci chiede di raggiungere un tasso di raccolta pari al 65% del peso medio delle apparecchiature immesse sul mercato nei tre anni precedenti – equivalente per l’Italia a circa 11 kg per ogni cittadino – il nostro Paese, invece, riesce a raggiungere circa la metà dell’obiettivo, con poco più di 6 kg raccolti nel 2024.

Per capire cosa migliorare e tentare di recuperare terreno, il Centro di coordinamento raee, che si occupa di coordinare e gestire la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia, fungendo da punto di raccordo tra produttori, distributori, impianti di trattamento e pubbliche amministrazioni, ha commissionato a Ipsos doxa una ricerca per approfondire l’esperienza dei consumatori nella consegna dei raee secondo le modalità 1 contro 1 e 1 contro 0.

Stando alle risposte dei 2000 cittadini intervistati, il canale privilegiato per l’acquisto delle apparecchiature elettriche ed elettroniche risulta essere il negozio di grandi dimensioni. Questa scelta, inoltre, è particolarmente rilevante per gli elettrodomestici più ingombranti, acquistati tramite i grandi negozi nel 61% dei casi.

Se, quindi, è chiaro dove compriamo, è molto meno chiaro cosa possiamo fare dei nostri vecchi apparecchi. Solo il 16%, infatti, dichiara di conoscere i servizi di ritiro dei raee. La maggioranza, pari al 55%, afferma invece di non essere affatto preparato sui servizi uno contro uno e uno contro zero.

Con riferimento al servizio di ritiro 1 contro 1, quello cioè che prevede il ritiro gratuito dell’elettrodomestico o dell’apparecchiatura elettronica nel momento dell’acquisto di un equivalente, soltanto il 31% del campione è consapevole che questo servizio deve essere garantito per tutti gli acquisti, sia quelli effettuati nei negozi fisici, sia quelli effettuati online. Bene, invece, la conoscenza sullla gratuità del servizio: più della metà degli intervistati, il 54% sa che il ritiro del vecchio apparecchio, a fronte di un nuovo acquisto, è completamente gratuito.

Va peggio per quanto riguarda il servizio 1 contro 0, premesso che il 44% degli intervistati dichiara di non conoscerlo, solo il 12% afferma di sapere che si tratta di un servizio obbligatorio solo per i punti vendita con una superficie dedicata ai prodotti elettronici superiore a 400 metri quadri. Questo servizio prevede il ritiro gratuito dei raee di piccole dimensioni (fino a 25 cm), senza obbligo di acquisto per il consumatore.

La comunicazione relativa alla possibilità di consegnare il vecchio apparecchio al momento dell’acquisto del nuovo prodotto risulta complessivamente più chiara nei casi di acquisto dei grandi elettrodomestici. In particolare, i consumatori dichiarano di aver ricevuto informazioni sulla possibilità di usufruire del servizio di ritiro 1 contro 1 nel 61% dei casi di acquisto di frigoriferi e condizionatori e nel 55% dei casi di acquisto di lavatrici e forni. La percentuale, però, scende al 23% quando si tratta di acquisti di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo, insomma proprio quelli che si accumulano maggiormente nei nostri cassetti.

Il maggior livello di chiarezza di comunicazione si raggiunge per gli acquisti effettuati online ma con ritiro dell’elettrodomestico in negozio. In questo caso, il livello di chiarezza della comunicazione raggiunge il 68% per gli acquisti di frigoriferi e condizionatori, il 60% per gli acquisti di lavatrici e forni e il 31% per gli acquisti di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo.

Tra gli intervistati che hanno usufruito dell’1 contro 1, il 14% ritiene che il servizio funzioni adeguatamente e non individua la necessità di interventi di miglioramento. Il 37% dei fruitori, invece, identifica come prioritarie, per diffondere o migliorare il servizio, l’introduzione di forme di incentivazione, ad esempio sconti o promozioni e una maggiore facilitazione del processo di ritiro, in particolare attraverso il ritiro contestuale alla consegna del nuovo prodotto.

A seguire, il 31% degli utenti indica come ambiti di miglioramento un incremento delle attività di comunicazione rivolte ai consumatori e una maggiore chiarezza delle informazioni fornite. Completano il quadro le richieste di una maggiore trasparenza sulle fasi del processo di riciclo (9%) e di una più adeguata formazione del personale, così da garantire un’adeguata assistenza ai clienti nella gestione dei raee (8%).

“Questa ricerca, che il Centro di Coordinamento raee ha voluto in qualità di soggetto responsabile del coordinamento dell’intero sistema ufficiale in Italia, rappresenta un punto di partenza essenziale per intervenire e per identificare quali opportunità possono essere colte per migliorare l’attuale sistema di raccolta dei raee” dichiara Giuliano Maddalena presidente del Centro di coordinamento raee aggiungendo che: “i consumatori sono l’attore da cui ha inizio il processo di raccolta: è quindi fondamentale metterli nelle condizioni di conferire i rifiuti elettronici in modo semplice, chiaro e accessibile. La distribuzione, con la sua capillare rete di prossimità, ha un ruolo determinante nell’incremento complessivo della raccolta differenziata dei raee. I risultati della ricerca suggeriscono azioni concrete per rafforzare il sistema, attraverso un impegno condiviso e sinergico di tutti gli attori, dal produttore al distributore. I Sistemi Collettivi dei produttori di aee che possono ritirare tutti i raee raccolti dalla distribuzione garantiscono il corretto riciclo”.

Dalla ricerca, insomma, emerge un dato semplice: gli strumenti ci sono, ma vanno spiegati meglio. Disfarsi correttamente delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che non funzionano più è quanto mai importante, ma deve essere anche semplice.

“Oggi partiamo da una situazione per cui un quarto dei raee che vengono conferiti dai cittadini transita attraverso la distribuzione. Probabilmente l’obiettivo che dobbiamo porci è di incrementare sensibilmente questa percentuale. Quindi, da un lato infrastrutturare i Comuni, favorire l’accesso dei cittadini, laddove possibile, anche con nuovi centri di raccolta. Dall’altro bisogna coinvolgere direttamente la distribuzione”, ha dichiarato a Ricicla.tv Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di coordinamento raee.

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