Rifiuti organici, Campania indipendente entro il 2029

di

Luigi Palumbo
05/06/2026

Il Piano regionale sarà completato nel giro di tre anni, riuscendo così a chiudere il ciclo dei rifiuti. Tra gli impianti di prossima attivazione quelli di Marigliano e Pomigliano D’Arco


Da Regione fanalino di coda nel recupero della frazione organica dei rifiuti urbani a laboratorio di un nuovo modello di economia circolare fondato sulla rigenerazione del suolo attraverso fertilizzanti naturali e rinnovabili. È questa la traiettoria intrapresa dalla Campania, impegnata in un percorso che punta a raggiungere entro il 2029 la piena autosufficienza nella gestione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu).
Nonostante i progressi compiuti, la strada da percorrere è ancora significativa. Nel 2024 oltre l’80% delle circa 650 mila tonnellate di Forsu raccolte in modo differenziato è stato infatti trasferito fuori regione a causa dell’insufficiente capacità impiantistica disponibile sul territorio. Per colmare questo divario, la Regione sta portando avanti il piano di realizzazione dei nuovi impianti di trattamento, con l’obiettivo di completare il sistema entro il 2029.

“Abbiamo superato più della metà del percorso e soprattutto la fase più difficile”, ha spiegato Antonio De Falco della Regione Campania. “Abbiamo completato tutte le procedure autorizzative. Nonostante il tempo perso tra burocrazia, ricorsi e contro ricorsi il programma si completerà nel 2029, consentendo alla Campania di diventare completamente autonoma nel trattamento della Forsu”.
Tra gli impianti di prossima attivazione quelli di Marigliano e Pomigliano d’Arco, mentre già del 2024 è entrato in funzione l’impianto di Tufino, in provincia di Napoli, il primo realizzato nell’ambito del piano regionale. Grazie agli accordi siglati tra SAPNA e gli operatori agricoli del territorio, il compost prodotto viene già commercializzato a circa 5 euro a tonnellata.
L’impiego del compost in sostituzione dei fertilizzanti di sintesi rappresenta non solo una scelta sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche un’opportunità economica per il settore agricolo, soprattutto in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi delle materie prime.

“Stiamo lavorando affinché il prodotto ottenga la certificazione del CIC, il Consorzio Italiano Compostatori. Siamo ormai vicini al traguardo”, ha dichiarato Giuseppe Terracciano, direttore tecnico di SAPNA. “Le tensioni internazionali e i conflitti, a partire da quello in Ucraina, hanno determinato un forte incremento dei prezzi dei fertilizzanti. Per questo molti operatori stanno tornando a guardare ai prodotti naturali. Il nostro compost è naturale al 100%”.
La valorizzazione del compost rappresenta uno degli assi strategici della collaborazione tra Regione Campania e Consorzio Italiano Compostatori. Un percorso che si basa su due obiettivi principali: migliorare la qualità della raccolta differenziata della frazione organica e promuovere la diffusione del compost come risorsa per l’agricoltura e il verde pubblico.
“La Campania ha bisogno di costruire sinergie”, ha sottolineato Massimo Centemero, direttore del CIC. “Dopo anni di crescita della raccolta differenziata dell’umido, la Regione sta finalmente rafforzando anche la rete impiantistica. Oggi le sfide sono due: da un lato migliorare ulteriormente la qualità delle raccolte differenziate, dall’altro far conoscere agli agricoltori, alle amministrazioni locali e alle aziende pubbliche il valore agronomico del compost”.

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