Gli Stati Generali dell’Ambiente di Bari hanno evidenziato la necessità di rafforzare impiantistica e qualità della raccolta per superare lo smaltimento e chiudere il ciclo dei rifiuti in ottica di economia circolare. Accanto ai progressi, restano criticità su alcune filiere e sulla dotazione infrastrutturale, mentre il PNRR e il sistema consortile rappresentano leve chiave per sostenere la transizione
Turismo, pressione ambientale e sviluppo dell’impiantistica tornano al centro del dibattito sulla gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, con un messaggio chiaro: superare definitivamente la logica dello smaltimento e accelerare verso un modello industriale fondato su riuso e riciclo. È questo il filo conduttore dell’ultima tappa degli Stati Generali dell’Ambiente in Tour organizzati da Ricicla.tv e Zucchetti Ambiente, appuntamento dedicato alla Puglia che ha di fatto aperto il conto alla rovescia per la settima edizione del Green Med Expo & Symposium 2026, in programma dal 27 al 29 maggio alla Stazione Marittima di Napoli.
Sul palco del teatro Piccinni di Bari si sono confrontati rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e dei consorzi, tracciando un bilancio delle politiche regionali e delineando le priorità per chiudere il ciclo dei rifiuti, a partire da una maggiore dotazione impiantistica e da un salto culturale nella percezione dello scarto. “Dobbiamo superare la logica dello smaltimento e costruire un modello concreto di economia circolare basato su riduzione, riutilizzo e recupero dei rifiuti. Serve un cambio culturale che trasformi lo scarto in risorsa”, ha affermato l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Debora Ciliento, sottolineando la necessità di aggiornare il piano regionale, rafforzare le infrastrutture e ridurre i conferimenti fuori regione.
Una visione condivisa anche dal sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha posto l’accento sull’integrazione tra politiche ambientali, sviluppo urbano e crescita turistica. “Bari vuole essere un hub delle politiche ambientali, affrontando rifiuti, mobilità e acqua in modo integrato. Il rifiuto deve diventare parte di un sistema che produce decoro, benessere e valore economico”, ha dichiarato, evidenziando come l’aumento dei flussi turistici renda ancora più urgente rafforzare i sistemi di gestione e l’educazione ambientale.
Nel quadro nazionale, il ruolo della Puglia appare strategico anche per l’attuazione degli investimenti legati al PNRR. “Oltre 300 progetti tra Puglia e Basilicata rispettano il cronoprogramma, puntando su rinnovabili, biometano e agrivoltaico, e promuovendo comunità energetiche”, ha spiegato Fabrizio Penna, capo dipartimento Pnrr del Ministero dell’Ambiente, richiamando anche il contributo della regione alla strategia sull’idrogeno verde e l’obiettivo di trasformare i rifiuti in risorsa attraverso progetti innovativi.
Un tema, quello dell’accompagnamento delle imprese, ripreso anche da Natale Mariella, presidente dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali sezione Puglia, che ha evidenziato il lavoro svolto per rafforzare legalità, trasparenza e qualificazione del sistema.
Accanto ai progressi, restano tuttavia criticità strutturali. “Ci sono risultati positivi in filiere consolidate come carta, vetro e metalli, ma persistono fragilità in plastica, tessile, rifiuti da costruzione e materie prime critiche”, ha osservato Elisabetta Perrotta, direttore di Assoambiente, indicando tra i nodi da sciogliere la qualità non sempre adeguata della raccolta differenziata, la carenza di impianti e i rallentamenti burocratici. In questo contesto, ha aggiunto, diventa necessario valorizzare anche il recupero energetico delle frazioni non riciclabili e garantire certezza normativa per sostenere gli investimenti.
Sul fronte degli imballaggi il ruolo del sistema consortile resta centrale nel colmare il divario economico tra costi di raccolta e valore delle materie seconde. “Il mercato ricicla ciò che è sostenibile, noi interveniamo dove questo non avviene”, ha spiegato Luca Piatto di CONAI, ricordando che in 27 anni il sistema ha consentito un risparmio di oltre 221 milioni di tonnellate di materie prime, con benefici rilevanti anche in termini di emissioni evitate.
In tema di rifiuti tecnologici, i dati evidenziano un ritardo rispetto alla media nazionale. “Nel 2025 la raccolta dei RAEE in Puglia è pari a 4,65 kg per abitante, contro una media italiana di 6,1 kg”, ha segnalato Giorgio Arienti di Erion WEEE, sottolineando come la qualità dei servizi locali incida direttamente sui comportamenti dei cittadini e sulle performance territoriali. Parallelamente, emergono segnali positivi su alcune filiere specifiche, come quella delle batterie. “La Puglia ha incrementato la raccolta di batterie portatili del 4%, con circa 130 tonnellate ritirate attraverso circa 1.000 punti di raccolta”, ha dichiarato Laura Castelli di Erion Energy.
Tra i casi più virtuosi si conferma la gestione della frazione organica. “I rifiuti diventano biometano e compost di qualità, riducendo la dipendenza dai concimi minerali importati e contribuendo alla sicurezza energetica e alimentare”, ha spiegato Massimo Centemero del Consorzio Italiano Compostatori, indicando nel compostaggio una leva concreta di sviluppo territoriale.
L’iniziativa di Bari chiude un percorso itinerante che ha attraversato il Sud Italia, come ricordato dalla direttrice di Ricicla.tv, Monica D’Ambrosio: “Con Bari chiudiamo un percorso iniziato a Roma, attraversando il sud per portare un dibattito sulle politiche ambientali. Ora ci prepariamo alla settima edizione del Green Med Expo a Napoli”. A suggellare i lavori, il riconoscimento assegnato dal CIC ad Aseco per l’impianto di Marina di Ginosa, in provincia di Taranto, esempio di gestione virtuosa della frazione organica. Sullo sfondo, resta una sfida ormai non più rinviabile: trasformare la crescita dei territori e del turismo in un’opportunità per rafforzare filiere industriali circolari, riducendo le fragilità strutturali e consolidando un sistema capace di coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza economica.





