Trattato internazionale sulla plastica, a Ginevra ripartono i negoziati

di Elvira Iadanza 06/08/2025

Corepla

Dal 5 al 14 agosto al Palais des Nations a Ginevra l’ultima sessione di incontri per arrivare a un accordo che sembra impossibile


È possibile ridurre le quantità di plastica prodotte ogni anno? È questo l’interrogativo – e la speranza – di molti dei partecipanti ai negoziati avviati dal 5 agosto a Ginevra per definire il trattato internazionale per contrastare l’inquinamento da plastica.

Il trattato in discussione ha iniziato il suo iter ormai 3 anni fa, quando nel 2022 venne votata all’unanimità all’assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente la risoluzione che incaricava il Comitato negoziale di redigere un testo in grado di affrontare l’intero ciclo di vita della plastica, dalla produzione, al consumo, al fine vita. La serie di incontri incontri, che durerà fino al 14 agosto, fa parte dell’Intergovernmental Negotiating Committee (INC) – sessione 5.2 e rappresenta la seconda (e ultima parte) del ciclo di negoziati avviati nel 2022 a cui parteciperanno oltre 170 delegazioni internazionali.

L’evento di Ginevra nasce dal fallimento della sessione precedente tenutasi nel dicembre 2024 in Corea del Sud, a Busan, dove le differenti visioni tra i vari Paesi presenti hanno portato ad un nulla di fatto. A pesare sulla necessità di aggiungere una nuova serie di negoziati è stata soprattutto la presenza di delegati dell’industria petrolchimica mondiale che, con i rappresentanti dei propri Paesi, sono riusciti a bloccare i tentativi di limitare la produzione della plastica, fermando di fatto, i lavori.

I lavori sono partiti sulla base del “Testo del Presidente”, un documento preliminare che raccoglie le oltre 300 proposte elaborate durante le precedenti sessioni e in cui figurano anche i numerosi punti oggetto di scontro. L’obiettivo, ora, è quello di trovare un compromesso che soddisfi tutti i delegati in modo da poter arrivare a un testo definitivo. Per il nostro Continente a trattare le condizione sarà l’Unione europea che, per conto dei 27 Stati dell’Ue, intende superare la visione in cui ogni Paese decide per sé.

Un obiettivo che si preannuncia alquanto complicato, poiché esiste una profonda divisione tra due blocchi di Paesi (e di delegati). Da una parte circa cento Stati pronti a sostenere la necessità di un trattato ambizioso e fermo nel limitare l’uso della plastica, dall’altro lato, invece, un gruppo (ristretto) di Paesi produttori di petrolio, tra cui Arabia Saudita, Russia e Iran, che si oppone a qualsiasi tipo di limite produzione e che chiede l’obbligo del consenso unanime per ogni decisione.

A confondere ulteriormente le acque anche la posizione degli Stati Uniti, favorevoli in passato a un tetto alla produzione di plastica, ma che ora propongono un approccio differente, chiedendo un accordo che rispetti la sovranità nazionale e si concentri sulla riduzione dell’inquinamento senza imporre restrizioni onerose per i produttori. Intanto le Nazioni Unite hanno calcolato che nel mondo ogni anno vengono prodotte nel mondo oltre 460 milioni di tonnellate di plastica e di queste circa il 75% finisce tra i rifiuti. Se il ritmo resta questo – calcola l’Onu – entro il 2050 la produzione globale potrebbe raggiungere le 884 milioni di tonnellate.

1 Commento su "Trattato internazionale sulla plastica, a Ginevra ripartono i negoziati"

  1. STEFANO ZAMBON ha detto:

    Siamo alle solite. Inoltre il consumatore, vedi carrelli della spesa, non è affatto attendo e acquista tutto sotto plastica. Passa poi il concetto che riciclare sia la soluzione e quindi si consumi pure. Non è così il riciclo è un costo composto da molte voci.
    Sono pessimista ma mi adopero per condividere il vostro articolo. Grazie

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