Circular Economy Act, i riciclatori europei a von der Leyen: “Costruire mercato unico per le materie prime seconde”

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Elvira Iadanza
19/06/2026

Le principali associazioni Ue hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea in vista della pubblicazione del Circular Economy Act


Le principali associazioni di riciclatori europei, Fead, Plastics Recyclers Europe, Recycling Europe e Vinyl tornano a farsi sentire in vista della pubblicazione, attesa entro l’autunno, del Circular Economy Act e lo fanno inviando una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Secondo le associazioni, il nuovo quadro normativo potrebbe rappresentare “l’opportunità chiave per istituire un vero e proprio mercato unico per le materie prime seconde e affrontare le barriere strutturali” ma, per realizzare queste premesse, serve principalmente creare una domanda forte e soprattutto “stabile” di materie prime seconde, un obiettivo da raggiungere attraverso misure “solide e armonizzate” dal lato della domanda.

I firmatari della missiva, quindi, chiedono a Bruxelles di rispondere a due priorità: il sostegno finanziario per l’incorporazione di materiali riciclati in nuovi prodotti attraverso l’ecomodulazione della responsabilità estesa del produttore (Epr) e condizioni che promuovano l’utilizzo di materiali riciclati europei per rafforzare le catene del valore circolare europeo.

Il Circular Economy Act, sostengono le associazioni, dovrebbe istituire un quadro coerente che stimoli l’utilizzo di materiali riciclati made in Eu e, per farlo, dovrebbe includere criteri minimi armonizzati di ecomodulazione, attraverso i meccanismi di responsabilità estesa del produttore e che incentivino l’utilizzo di materiali riciclati europei. La nuova norma poi, dovrebbe rafforzare il green public procurement, e cioè integrare i criteri di circolarità negli appalti pubblici, dando ad esempio, priorità al contenuto riciclato europeo nelle decisioni di acquisto.

Grande rilievo è data anche alla fiscalità. Secondo le associazioni, infatti, l’iniziativa “IVA verde” dovrebbe essere estesa non solo ai prodotti di seconda mano, ma bisognerebbe introdurre aliquote ridotte anche per i prodotti contenenti materiale riciclato, Quest’ultimo tema è stato affrontato nelle anche dal Comitato economico e sociale europeo (Cese) che, nell’inviare il proprio parere sul Circular Economy Act, ha chiesto alla Commissione di “valutare la possibilità di esentare dall’IVA le materie prime secondarie” e, più in generale, orientare incentivi fiscali verso le imprese che investono nella riparazione, nel riutilizzo, nel recupero e nell’impiego di materie prime secondarie.

Secondo il comparto, queste misure sono “urgentemente necessarie” poiché la domanda di materie prime seconde realizzate nell’Unione europea si sta indebolendo a causa dell’arrivo sul mercato di prodotti provenienti da Paesi terzi, degli elevati costi operativi e dell’estrema volatilità dei prezzi. Condizioni che stanno mettendo in difficoltà soprattutto il comparto del riciclo della plastica.

Creando segnali di mercato forti e prevedibili – conclude la lettera – l’Ue può sbloccare gli investimenti, rafforzare la capacità di riciclo interna, aumentare la resilienza delle risorse e accelerare i progressi verso l’indipendenza dalle risorse nell’attuale contesto geopolitico.

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