Crisi riciclo plastica, Unirima: “Nei Centri Comprensoriali si stanno raggiungendo i limiti di stoccaggio”

di Elvira Iadanza 19/11/2025

La lettera del direttore generale dell’associazione delle imprese di raccolta e recupero maceri al Mase, Mimit, Anci, Conai e Corepla: “Pronti a dare nostro contributo per soluzioni concrete”


“Unirima si unisce all’appello lanciato dalle principali associazioni del settore per richiedere un intervento urgente sugli impianti di trattamento rifiuti di plastica da raccolta differenziata, ormai prossimi al collasso”, così in una nota l’unione nazionale imprese raccolta, recupero, riciclo e commercio dei maceri e altri materiali dopo lo stop degli impianti di riciclo plastica.

Secondo il direttore generale dell’associazione, Francesco Sicilia: “Il perdurare della crisi che sta investendo il settore del riciclo della plastica e i ritardi nel ritiro degli imballaggi in plastica pressati dagli impianti che svolgono la funzione di Centri Comprensoriali (circa 250 quelli degli associati distribuiti in tutta Italia) stanno determinando una situazione insostenibile per tali strutture. I nostri associati stanno raggiungendo i limiti di stoccaggio autorizzati e quelli imposti dai certificati di prevenzione incendi: senza soluzioni immediate, il conferimento delle raccolte differenziate comunali rischia di fermarsi”. Insomma, lo stop degli impianti di riciclo della plastica rischia di scatenare un effetto domino lungo tutte le filiere del riciclo.

Proprio per questo, Unirima ha inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ai consorzi Corepla, Conai e all’associazione dei Comuni italiani (Anci) per evidenziare come “nelle ultime settimane si stanno verificando in diversi Centri Comprensoriali consistenti ritardi nel ritiro dei carichi pressati di imballaggi in plastica da parte dei CSS Corepla”. La situazione, secondo Unirima, mette in difficoltà gli impianti e i gestori dei servizi di raccolta, “poiché – si legge nella lettera- il mancato ritiro dai Centri Comprensoriali dei carichi pressati di imballaggi in plastica, si ripercuote anche sul conferimento in ingresso della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, monomateriale e/o multimateriale, da parte dei convenzionati”. L’associazione nella missiva evidenzia anche i limiti delle strutture di primo arrivo dei rifiuti, che riguardano sia i quantitativi autorizzati per categoria, ma anche “limiti relativi al massimo carico di incendio imposto nel CPI, che non possono essere superati”, il rischio ultimo è il blocco dei conferimenti delle raccolte differenziate e con danni economici e ambientali.

Il direttore generale di Unirima, quindi, si dice disponibile “a partecipare, con tutte le parti interessate, agli incontri già avviati dai Ministeri” sulla crisi del settore del riciclo della plastica per “poter dare il nostro contributo nell’individuazione di soluzioni concrete e rapide che pongano un rimedio immediato alla situazione eccezionale, contribuendo altresì a elaborare soluzioni strutturali a lungo termine”.

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