Fertilizzanti, l’Ue punta su bio-based e recupero di materia per ridurre la dipendenza dalle importazioni

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Redazione Ricicla.tv
20/05/2026

La Commissione europea presenta una roadmap per rafforzare la sicurezza strategica dei fertilizzanti in risposta alla crisi dei prezzi e alla dipendenza dalle importazioni. Tra le misure previste spazio a fertilizzanti bio-based, digestati e prodotti ottenuti dal recupero di materia, con nuove regole e incentivi attesi già dal 2026. L’obiettivo è sostenere agricoltori, decarbonizzazione e autonomia industriale europea


La Commissione europea accelera sulla sicurezza strategica dei fertilizzanti e apre con decisione alla crescita delle alternative bio-based, indicando i fertilizzanti organici e i prodotti ottenuti dal recupero di materia come uno degli assi centrali della futura autonomia agricola europea. Passa anche dall’economia circolare la roadmap del nuovo piano d’azione sui fertilizzanti presentato da Bruxelles per fronteggiare la forte instabilità che dal 2021 continua a colpire il mercato europeo dei concimi.

Dopo l’impennata dei prezzi seguita all’invasione russa dell’Ucraina e alla crisi energetica del 2022, chiarisce la Commissione, le quotazioni hanno ripreso a crescere, con nuove, violente impennate innescate dalla crisi mediorientale esplosa nel febbraio 2026. Ad aprile scorso, riporta Bruxelles, i prezzi europei dei fertilizzanti azotati risultavano superiori del 71% rispetto alla media del 2024, mentre i costi sostenuti dagli agricoltori restavano del 62% più alti rispetto al 2020. L’attuale livello dei prezzi, sottolinea la Commissione, rischia di ridurre l’utilizzo di nutrienti, con possibili conseguenze sulle rese e sulla fertilità dei suoli.

Sullo sfondo pesa la forte dipendenza europea dalle importazioni: l’Unione importa circa il 30% dei fertilizzanti azotati finiti, il 70% di quelli fosfatici e circa il 40% dei fertilizzanti potassici. La produzione europea di fertilizzanti azotati resta inoltre fortemente legata al gas naturale, che incide per circa il 70% dei costi produttivi, mentre la crisi energetica degli ultimi anni ha già provocato la chiusura di impianti pari a circa il 9% della capacità europea di produzione di ammoniaca.

È in questo scenario che Bruxelles individua nei fertilizzanti bio-based una delle principali leve per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni. Tra il terzo e il quarto trimestre del 2026 la Commissione intende avviare le iniziative legislative per creare un vero e proprio mercato guida dei fertilizzanti organici e a basse emissioni di carbonio, intervenendo sulla definizione normativa dei prodotti bio-based, sui sistemi di etichettatura e sui requisiti di miscelazione. L’obiettivo è superare gli ostacoli regolatori che ancora frenano la diffusione di fertilizzanti ottenuti dal recupero di materia, come compost e digestati, attraverso una revisione coordinata della direttiva quadro sui rifiuti, del regolamento sui fertilizzanti, della normativa sui sottoprodotti di origine animale e del futuro Circular Economy Act.

Altro elemento centrale del piano d’azione è l’accompagnamento diretto degli agricoltori nella transizione. Nel primo trimestre del 2027 la Commissione intende proporre raccomandazioni nazionali nell’ambito della PAC dedicate all’efficienza nutrizionale e, successivamente, sostenere gli Stati membri nella progettazione di misure specifiche per ridurre la dipendenza dai fertilizzanti minerali e favorire il passaggio verso fertilizzanti organici e a basse emissioni. Bruxelles prevede inoltre di consentire agli Stati membri di utilizzare strumenti di aiuto di Stato per incentivare l’impiego di fertilizzanti bio-based e low carbon, sfruttando i margini già previsti dalla normativa europea per agricoltura, foreste e sviluppo rurale.

Parallelamente, Bruxelles proporrà entro la fine del 2026 un’applicazione più flessibile della direttiva nitrati per consentire un maggiore utilizzo di letame e digestati derivanti dagli impianti di biogas e biometano, anche attraverso l’estensione del quadro normativo RENURE. La roadmap mette inoltre in evidenza la necessità di rafforzare il recupero di fosforo e azoto dai fanghi di depurazione e flussi di rifiuti a matrice organica, con l’ipotesi di introdurre entro il 2028 obiettivi minimi europei di riutilizzo e riciclo dei nutrienti.

Oltre che alla resilienza del settore agricolo Bruxelles collega il tema dei fertilizzanti bio-based agli obiettivi climatici e industriali europei. “Pratiche agricole che aumentano la sostanza organica del suolo e riducono le emissioni – si legge nella strategia – apportano benefici alla fertilità dei terreni a lungo termine e contribuiscono a ridurre l’uso di fertilizzanti”. Per questo a partire da luglio 2026 la Commissione prevede di rafforzare il sostegno alla ricerca, all’innovazione e alla diffusione industriale delle filiere dei fertilizzanti organici e dell’ammoniaca verde, anche attraverso la revisione della direttiva ETS e un maggiore accesso ai finanziamenti per i progetti di decarbonizzazione del settore fertilizzanti. Sempre nel terzo trimestre del 2026 dovrebbero inoltre essere adottate le metodologie europee di certificazione del carbon farming orientate a favorire l’uso efficiente dei nutrienti e l’impiego di fertilizzanti bio-based e low carbon.

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