Bozza “sostegni bis”: fondi per riduzioni Tari e rinvio della “plastic tax” al 2022

Ecco la prima bozza del nuovo decreto legge per supportare le attività economiche colpite dalla crisi pandemica: tra le misure 600 milioni per garantire riduzioni della Tari e il terzo rinvio della “plastic tax” che slitterebbe al 2022

Un fondo da oltre mezzo miliardo di euro da destinare ai Comuni per riduzioni della tariffa rifiuti, ma anche un nuovo slittamento dell’entrata in vigore della famigerata “plastic tax”, che verrebbe rinviata al 2022. Sono le due misure in materia di fiscalità ambientale contenute nell’ultima bozza del decreto “sostegni bis” messa a punto dal Ministero dell’economia e delle finanze, che dovrebbe approdare in settimana sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Circa 40 i miliardi garantiti dall’ultimo scostamento di bilancio approvato a metà aprile per finanziare interventi di supporto alle attività economiche colpite dalla crisi pandemica, 14 dei quali dovrebbero andare a coprire le misure contenute nel nuovo decreto.

“In relazione al perdurare dell’emergenza epidemiologica, al fine di attenuare l’impatto finanziario sulle
categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive
attività, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 600
milioni di euro
per l’anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei comuni di una riduzione della Tari” si legge all’articolo 6 della bozza. Una previsione che sembra rispondere all’accorato appello lanciato solo pochi giorni fa dal Presidente dell’Anci Antonio Decaro, con una lettera indirizzata ai ministri della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e dell’Economia Daniele Franco nella quale si chiedevano, tra l’altro, “risorse appositamente dedicate” necessarie ad assicurare “nell’immediato le robuste agevolazioni necessarie a fronte delle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria”.

Sempre sul fronte della fiscalità ambientale, dal governo arriva anche una risposta agli appelli dell‘industria: si profila all’orizzonte il terzo rinvio dell’entrata in vigore della cosiddetta “plastic tax”, l’imposta sui manufatti in plastica monouso introdotta dalla legge di bilancio 2020 tra le critiche delle principali associazioni d’impresa. Dopo lo slittamento al 1 gennaio e poi al 1 luglio 2021, all’articolo 14 della bozza di decreto se ne dispone infatti il rinvio al 1 gennaio 2022 “in considerazione delle contingenti e difficili condizioni in cui versano i settori economici, che sarebbero gravati dall’imposta in parola, in connessione al protrarsi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Vale la pena ricordare che la “plastic tax” prevede il versamento di un’aliquota di 0,45 euro per ogni chilogrammo di materia plastica vergine contenuta nei cosiddetti Macsi (Manufatti con singolo impiego), imballaggi, preforme e semilavorati per il confezionamento e il trasporto di alimenti e prodotti. Secondo stime del MeF. nel solo 2021 lo slittamento dell’imposta si tradurrà in mancati prelievi per 138,7 milioni di euro, che potrebbero diventare 69,1 nel 2022.

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