Raee, sì alla raccolta a domicilio da parte dei distributori

di Redazione Ricicla.tv 24/09/2025

Un emendamento al decreto ‘terra dei fuochi’ permette ai distributori di elettrodomestici di ritirare gratuitamente a domicilio i rifiuti elettronici dei clienti, anche senza acquisto di un nuovo prodotto. La norma introduce anche sanzioni da 2.000 a 10.000 euro per gli operatori del retail che non dichiarino correttamente quantità e luoghi di deposito dei raee raccolti


I distributori di elettrodomestici potranno ritirare a domicilio le apparecchiature a fine vita dei propri clienti anche se questi non avranno acquistato un prodotto equivalente. E pagheranno salate sanzioni se non dichiareranno le quantità di rifiuti elettrici raccolte. Lo prevede un emendamento al decreto legge ‘terra dei fuochi’ presentato dalla Lega e approvato dalla Commissione giustizia del Senato. L’intervento modifica la disciplina nazionale sulla gestione dei raee, il decreto legislativo 49 del 2014, aggiungendo un nuovo tassello alle semplificazioni della raccolta introdotte lo scorso anno con il decreto ‘infrazioni’, che ha rivisto i meccanismi di raccolta ‘1 contro 1’ e ‘1 contro 0’.

Con l’obiettivo di “contrastare il fenomeno di abbandono dei rifiuti e intercettare maggiori quantità di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche”, si legge, l’emendamento rivede il meccanismo di ritiro ‘1 contro 1’, che obbliga chi vende un elettrodomestico a ritirare, gratis, l’apparecchiatura vecchia sostituita. Nel caso di consegne a domicilio, i distributori avranno la facoltà di ritirare, oltre al frigorifero e alla lavatrice sostituiti, anche tutti gli altri “raee provenienti dai nuclei domestici a titolo gratuito e senza obbligo di acquisto di aee di tipo equivalente”.

Per gli operatori della distribuzione novità anche in materia di tracciabilità dei rifiuti raee raccolti, con l’introduzione di sanzioni salate per quanti non rispetteranno gli obblighi di comunicazione e trasparenza introdotti dal decreto ‘infrazioni. La mancata iscrizione dei luoghi di deposito dei raee sull’apposito portale del Centro di Coordinamento Raee, o la mancata comunicazione dei dati, saranno punite con sanzioni amministrative da 2.000 a 10.000 euro, mentre per l’inesatta o incompleta trasmissione delle informazioni le sanzioni saranno ridotte della metà. Misure con le quali si punta a contrastare la fuoriuscita di raee dai circuiti ufficiali di raccolta, un’emorragia che contribuisce a tenere l’Italia lontana dai target Ue: nel 2024, a fronte di un obiettivo del 65%, il tasso di intercettazione si è fermato al 29,64%. Motivo per cui, a luglio dello scorso anno, la Commissione europea ha inviato a Roma una lettera di messa in mora, aprendo ufficialmente una procedura d’infrazione ai danni del nostro paese.

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