Rifiuti, Cingolani: “Colmare il gap tra Nord e Centro-Sud”

“Oggi circa 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti vengono processate fuori dalle regioni d’origine” scrive il ministro della Transizione ecologica in una nota consegnata al Senato

“Nell’arco delle ultime tre settimane, circa il 50% dei progetti green del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) sono stati istruiti dal Ministero della Transizione ecologica e da altri Ministeri”. A dichiararlo è stato il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ascoltato oggi dalle Commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato. “Mancano poco meno di 7 settimane alla consegna alla Ue, il 30 aprile. Non abbiamo molto tempo, ma il lavoro con gli altri Ministeri è fatto a ritmi molto elevati e con molta passione” ha detto Cingolani. Decarbonizzazione, contrasto ai cambiamenti climatici, transizione sostenibile di settori chiave come quello agricolo o di gestione dei rifiuti: questi, scrive il ministro in una memoria consegnata ai senatori, i principali obiettivi della Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” del Programma, alla quale andranno 69 dei 200 miliardi a disposizione dell’Italia a valere sul fondo Next Generation Eu. Quattro i principali filoni d’intervento: agricoltura sostenibile ed economia circolare; rinnovabili, idrogeno e mobilità sostenibile; efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; tutela del territorio e della risorsa idrica.

“Il PNRR è un’occasione unica per accelerare la transizione” che nel nostro Paese è già avviata ma “sta avvenendo troppo lentamente, anche nelle aree di maggior focus, ed in primo luogo a causa delle enormi difficoltà burocratiche e autorizzative che riguardano in generale i settori infrastrutturali in Italia, ma che in questo contesto hanno frenato il pieno sviluppo di impianti rinnovabili o di trattamento dei rifiuti” si legge nella memoria. Proprio in tema di rifiuti, scrive Cingolani, oggi circa 1,3 milioni di tonnellate vengono processate fuori dalle regioni di origine, motivo per cui gli interventi che saranno finanziati dai fondi Next Generation Eu dovranno puntare tra l’altro a colmare “il gap tra regioni del Nord e quelle del Centro-Sud” con la costruzione o l’ammodernamento di impianti di trattamento.

Ma la transizione ecologica, avverte Cingolani, “non potrà avvenire in assenza di una altrettanto importante e complessa ‘transizione burocratica’” e senza “una governance con adeguate competenze e processi decisionali che consenta a tutti i soggetti coinvolti non solo di allocare i fondi disponibili, ma anche di assicurarne l’effettivo utilizzo ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati”. Ecco perché, scrive il ministro, il Programma includerà una serie di riforme prioritarie: dalla semplificazione degli “iter autorizzativi per lo sviluppo di impianti rinnovabili” alla accelerazione delle “procedure per gli interventi a mitigazione del rischio idrogeologico”, fino allo sblocco delle “soluzioni di gestione dei rifiuti che consentono di ridurre il conferimento in discarica ed aumentare il livello di circolarità (regolamento end of waste)”. “Se la Transizione Ecologica avrà successo ci consegnerà un Paese profondamente diverso, più sostenibile da un punto di vista dell’utilizzo delle risorse naturali e del benessere sociale, ma anche più competitivo da un punto di vista del sistema economico complessivo”, scrive Cingolani.

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