Le proposte dell’Associazione nazionale degli Enti di Governo d’Ambito per l’idrico e i rifiuti presentate al Collegio di ARERA nell’ambito della consultazione sul Quadro Strategico 2026-2029
Una riforma del Testo unico ambientale per integrare in modo strutturale la funzione regolatoria di ARERA nel Codice dell’Ambiente, il rafforzamento degli Enti di Governo dell’Ambito e una nuova governance industriale per acqua e rifiuti nella fase post PNRR. Sono alcuni dei punti centrali del pacchetto di proposte che ANEA ha presentato al Collegio di ARERA nell’ambito della consultazione sul Quadro Strategico 2026-2029.
Il contributo dell’Associazione nazionale degli Enti di governo d’ambito per l’idrico e i rifiuti si articola in sette pilastri e punta a rafforzare governance, investimenti e capacità industriale dei due comparti nel contesto delle transizioni ecologica, energetica e digitale.
“Il prossimo quadriennio non può limitarsi a un aggiornamento delle metodologie tariffarie”, afferma il presidente di ANEA Luca Mascolo, “ma deve produrre un salto di qualità nell’architettura istituzionale e nella governance dei servizi”. Secondo l’associazione, il sistema regolatorio dovrà evolvere verso un modello di governance multilivello nel quale “la regolazione nazionale di ARERA e quella locale degli Enti di Governo dell’Ambito devono operare in piena sinergia e complementarietà”.
Tra i passaggi ritenuti prioritari da ANEA figura la revisione del D.Lgs. 152/2006, con l’obiettivo di consolidare il ruolo della regolazione all’interno del quadro normativo ambientale. L’associazione propone inoltre un nuovo inquadramento degli EGA, già riconosciuti dal Consiglio di Stato come autorità di regolazione locale, attraverso il superamento dei vincoli propri degli enti locali e il rafforzamento delle strutture tecniche.
Ampio spazio viene dedicato anche alla digitalizzazione e all’interoperabilità dei dati. La proposta punta a sviluppare una base dati integrata tra ARERA ed EGA per ridurre la cosiddetta “data fatigue” e favorire strumenti avanzati di benchmarking. Nel documento trovano spazio anche una roadmap su smart metering, digital twin, cybersicurezza legata alla direttiva NIS2 e digitalizzazione del rapporto tra gestori e utenti.
Sul fronte del servizio idrico integrato, ANEA propone il superamento dei costi storici a favore di metodologie basate su costi standard e sistemi di Frontier Analysis, come DEA e SFA, con particolare attenzione ai temi dell’efficienza e della resilienza climatica. Per quanto riguarda la tutela dell’utenza, l’associazione richiama la necessità di interventi su morosità incolpevole, qualità contrattuale, trasparenza delle bollette e accessibilità per le categorie fragili.
Nel settore rifiuti, il documento individua nella frammentazione comunale uno dei principali ostacoli allo sviluppo di una gestione industriale dell’economia circolare. ANEA propone quindi una governance d’ambito più strutturata, incentivi alle aggregazioni tariffarie, il raccordo tra la Delibera 385/2023/R/rif e il nuovo MTR-3, oltre allo sviluppo della tariffa puntuale e a misure per colmare il gap impiantistico nazionale.
“Senza strumenti regolatori che assicurino continuità agli investimenti oltre il PNRR”, avverte Mascolo, “il rallentamento sarebbe inevitabile, con effetti negativi sulla resilienza infrastrutturale e sull’occupazione qualificata”. Da qui la richiesta di introdurre misure capaci di garantire la bancabilità dei piani post-2026, attraverso garanzie sul valore residuo, un maggiore raccordo con CDP e BEI, la revisione del WACC e la riduzione del regulatory lag.
ANEA propone infine l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente con ARERA, articolato in tre ambiti: quadro istituzionale e normativo, metodologie tariffarie ed efficienza, qualità del servizio, tutela dell’utenza e transizione digitale. “La maturità della regolazione italiana”, conclude Mascolo, “richiede il pieno riconoscimento istituzionale, giuridico e operativo del secondo livello regolatorio costituito dagli Enti di Governo dell’Ambito”.





