Presentato a Bruxelles il pacchetto dedicato all’industria dell’auto. Dalla Commissione “approccio pragmatico per garantire neutralità climatica e indipendenza strategica”
L’Europa mette la retromarcia sul dossier automotive. A Bruxelles la Commissione europea ha presentato il pacchetto che ha l’obiettivo di sostenere gli sforzi del settore nella transizione verso una mobilità pulita. Le proposte hanno, secondo l’organo esecutivo dell’Unione, un approccio pragmatico per garantire neutralità climatica e indipendenza strategica. Il tutto però, nel segno della flessibilità. Flessibilità che significa una rimodulazione degli obiettivi che prevedono non più il taglio del 100% delle emissioni al 2035, bensì del 90%. Il restante 10% delle emissioni potrà essere compensato mediante l’uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Ue, di e-fuel e biocarburanti.
“Questo pacchetto costituirà un’ancora di salvezza per l’industria automobilistica europea. Stiamo sfruttando tutte le leve a nostra disposizione: semplificazione, flessibilità, preferenza europea, sostegno mirato e innovazione. Insieme, queste misure sono il nostro impegno a ripristinare la leadership industriale dell’Europa, guidando nel contempo la transizione globale in materia di clima”, ha commentato Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale della Commissione Ue.
Il cambio di passo di Bruxelles consentirà di continuare la produzione di veicoli ibridi plug in, di veicoli con range extender, di quelli mild hybrid e dei veicoli con motore a combustione interna, oltre che, ovviamente, dei veicoli completamente elettrici e a idrogeno. Flessibilità, dunque, non significa abbandono dell’elettrico. La Commissione, infatti, ha previsto il programma Battery Booster: 1,8 miliardi di euro per accelerare lo sviluppo di una filiera per la produzione delle batterie interamente made in Europa. Dell’intera somma messa a disposizione, ben 1,5 miliardi di euro serviranno a sostenere i produttori europei di celle per batterie attraverso prestiti senza interessi. Il restante dei fondi servirà a creare una filiera europea degli accumulatori e a promuovere l’innovazione e il coordinamento tra gli Stati membri. Queste misure, secondo la Commissione, aiuteranno ad aumentare la competitività e a garantire catene di approvvigionamento a monte, oltre a favorire una produzione sostenibile e resiliente nell’Unione.
Le proposte per il comparto auto non si fermano qui. La Commissione con l’Automotive Omnibus punta ad alleggerire gli oneri amministrativi e i costi per i produttori europei, con un risparmio per le imprese di circa 706 milioni di euro all’anno. La novità del pacchetto riguarda anche l’introduzione di una nuova categoria di veicoli nell’ambito dell’iniziativa “small affordable cars”, che comprenderà i veicoli elettrici fino a 4,2 metri di lunghezza. “Il settore automobilistico europeo ha raggiunto un bivio. Dobbiamo agire ora per garantire che rimanga parte integrante del futuro industriale dell’Europa, non solo del suo patrimonio. Le iniziative mirate di semplificazione contenute nell’Automotive Omnibus rappresentano un primo passo importante. Siamo determinati a mantenere la rotta, continuare il nostro impegno e fornire alla nostra industria automobilistica regole semplici, chiare, di supporto e prevedibili di cui ha bisogno per prosperare”, ha spiegato il Commissario per l’Economia e la produttività e per l’Attuazione e la semplificazione, Valdis Dombrovskis.


