Ddl Bilancio 2022 e transizione ecologica: le principali misure

Dal fondo italiano per il clima all’incentivo alla preparazione per il riutilizzo: ecco le principali misure ‘green’ della legge di bilancio 2022

È atteso tra domani e giovedì mattina l’ok definitivo della Camera al disegno di legge di bilancio 2022, che anche quest’anno incasserà il via libera del Parlamento appena in tempo per evitare l’esercizio provvisorio. Una manovra da 32 miliardi di euro nella quale non mancano le misure di supporto alla transizione ecologica, dominate naturalmente dai temi della decarbonizzazione e della lotta alle emissioni. A partire dall’istituzione del fondo italiano per il clima, che dovrà “contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell’ambito degli accordi internazionali sul clima e sulla tutela ambientale” con una dotazione di 840 milioni di euro all’anno dal 2022 al 2026 e di 40 milioni dal 2027 da destinare al finanziamento di interventi a favore di soggetti privati e pubblici. Sono invece 2 i miliardi di euro che andranno a finanziare il fondo per la strategia di mobilità sostenibile, con dotazioni diverse per ogni anno dal 2023 al 2034. In tema di efficienza energetica, oltre alla dibattuta proroga del ‘Superbonus 110%’, spicca l’introduzione del credito d’imposta per le spese relative all’installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

La manovra dedica un’attenzione particolare anche ai temi dell’economia circolare. Dal prossimo anno sarà istituito il fondo per incentivare l’apertura di centri per la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti, con una dotazione di 6 milioni di euro per gli anni 2022 e 2023. I centri, si legge nella manovra, dovranno gestire “rifiuti idonei ad essere preparati per il loro reimpiego mediante operazioni di con­trollo, pulizia, smontaggio e riparazione” e garantire “l’ottenimento di prodotti o componenti di prodotti conformi al modello originario”. A far capo dal 2022 saranno invece 150 i milioni di euro in dotazione al nuovo fondo per il sostegno alla transizione industriale, che dovranno favorire “l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici“. A valere sulle risorse del fondo potranno essere concesse agevolazioni alle imprese, soprattutto quelle che operano in settori ad alta intensità energetica, per la realizzazione di investimenti mirati alla riduzione dell’impronta di carbonio, compresi interventi “per il riutilizzo per impie­ghi produttivi di materie prime e di materie riciclate“. Sempre in tema di riconversione sostenibile delle attività produttive viene prorogata ed estesa la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti innovativi. Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta è prorogato al 2025 ed è riconosciuto, per il periodo d’imposta 2022, nella misura del 15%, nel limite di 2 milioni di euro.

Nuovi finanziamenti in arrivo anche sul fronte delle bonifiche: 8 milioni 800mila euro andranno a finanziare gli interventi di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi stoccati nel deposito dell’area ex Cemerad a Statte, in provincia di Taranto, mentre sono 2 i milioni che grazie a un emendamento introdotto al Senato andranno a rifinanziare il piano straordinario di bonifica delle discariche abusive oggetto di contenzioso con l’Ue. Sempre a Palazzo Madama è stato approvato l’emendamento che vieta la localizzazione di “ulteriori siti di smaltimento e trattamento di rifiuti” in quattro comuni della Campania, compresi nel perimetro della cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’: Giugliano, Villaricca, Qualiano e Quarto.

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