Incendi negli impianti: le associazioni scrivono al Ministero

di

Redazione Ricicla.tv
28/03/2018

Gli incendi negli impianti di stoccaggio dei rifiuti iniziano a preoccupare un po’ tutti. Solo negli ultimi anni i roghi divampati sono stati 250, a un ritmo di 80 all’anno. Una vera e propria minaccia che riguarda il Paese in modo trasversale, da nord a sud. E’ per questo che lo scorso 15 marzo il ministero dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio e del Mare aveva pubblicato una circolare dal titolo “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi” nella quale il legislatore si occupava di dettare nuovi criteri operativi per gestire in maniera ottimale i rifiuti stoccati.

Ma c’è qualcosa che non è andato giù alle associazioni di categoria. L’estensione delle garanzie finanziarie anche agli impianti che operano in procedura semplificata, indicazioni operative che restringono limiti e condizioni  previsti dalle norme e nelle autorizzazioni in vigore, ad esempio in tema di miscelazione, e di modalità e tempistiche dello stoccaggio e la confusione tra la figura del direttore tecnico dell’impianto con quella del Responsabile Tecnico previsto dall’Albo gestori rifiuti, e l’obbligo della costante presenza in impianto di tale soggetto. Sono queste le criticità rilevate nella circolare del Ministero.

Così lo scorso 23 marzo Fise Assoambiente, Utilitalia e Fise Unicircular hanno inviato una lettera a firma congiunta al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per chiedere la rettifica della recente circolare in materia di stoccaggio di rifiuti. Le associazioni, infatti,  pur condividendo lo sforzo di individuare le più opportune iniziative per prevenire o almeno ridurre i rischi connessi allo sviluppo di incendi presso impianti che gestiscono rifiuti, evidenziano diverse criticità e disallineamenti sia rispetto alla normativa di settore in vigore che alla pratica operativa conforme alle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti.

Le associazioni si sono dichiarate disponibili a un incontro per poter individuare soluzioni coerenti con gli obiettivi ambientali e di sicurezza perseguiti dal ministero, con le normative esistenti e al contempo con le condizioni di esercizio degli impianti, già fortemente compromesse da  fattori legati a particolari interpretazioni della normativa che rendono difficile l’attuazione concreta dell’economia circolare.

Leggi anche

Biometano, via libera di Arera alla rimodulazione di costi di connessione

di

Redazione Ricicla.tv

Enti d’ambito, Luca Mascolo nominato presidente di Anea

di

Redazione Ricicla.tv

Cam strade, ecco le linee guida per imprese e stazioni appaltanti

di

Redazione Ricicla.tv

Riciclo della plastica, la petizione: no ai rifiuti extra Ue

di

Elvira Iadanza