Mobili e prodotti d’arredo, in consultazione lo schema del nuovo regime Epr

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Elvira Iadanza
03/08/2026

Fino al 3 settembre i soggetti interessati, sia pubblici che privati, potranno lasciare osservazioni e contributi sulla proposta di responsabilità estesa del produttore. Pichetto: “Il confronto consentirà di definire un quadro regolatorio efficace ed equilibrato”


Anche i mobili e i prodotti d’arredo potrebbero avere il loro sistema di responsabilità estesa del produttore (Epr). Sul sito del Ministero dell’Ambiente, infatti, è aperta fino al 3 settembre la consultazione pubblica sul nuovo regime dedicato agli oggetti d’arredamento per case e uffici.

Il provvedimento, spiega il Mase in una nota, è finalizzato a rafforzare l’economia circolare nel settore, attribuendo ai produttori la responsabilità della gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato nazionale e promuovendo modelli di progettazione orientati alla durabilità, alla riparabilità, alla smontabilità, al riutilizzo e al riciclo.

Ma quali sono i prodotti interessati? La classificazione – si legge nel testo proposto dal Ministero – è effettuata sulla “base della funzione prevalente di arredo del prodotto, indipendentemente dal materiale di composizione prevalente e dal flusso di rifiuto nel quale il prodotto viene intercettato al termine del suo utilizzo”. Nel perimetro del regime troviamo quindi: armadi, tavoli, sedie, mobili da giardino, ma anche letti, topper e materassi.

Per questi e tanti altri prodotti, i produttori, in forma collettiva o individuale, sono chiamati ad assicurare la copertura dei costi del fine vita, come previsto dal regime di responsabilità estesa del produttore. All’Epr, poi, sono associati anche obiettivi di raccolta differenziata, preparazione al riutilizzo e riciclo. Vengono tracciati inoltre i target relativi ad altre forme di recupero di rifiuti da arredo post-consumo.

Andiamo per ordine: entro il 2028, la raccolta differenziata di mobili e complementi d’arredo dovrebbe arrivare al 50% del peso calcolato sull’immesso a consumo. La quota sale ad almeno il 60% in peso, entro il 31 dicembre 2030 fino ad arrivare al 65% entro il 2032.

Per quanto riguarda il riutilizzo, invece, il Ministero propone di raggiungere almeno il 5% in peso, entro il 31 dicembre 2028, almeno il 10% in peso, entro il 31 dicembre 2030 e almeno il 15% in peso, entro il 31 dicembre 2032. Target calibrati rispetto ai quantitativi raccolti.

Relativamente al riciclo dei rifiuti da arredo post-consumo, sono fissati invece i seguenti obiettivi, calcolati anche in questo caso sui quantitativi raccolti, pari ad almeno il 50% entro 2028, almeno il 55% in peso, entro il 2030 e almeno il 60% in peso, entro dicembre 2032.

Le altre forme di recupero di rifiuti da arredo postconsumo, calcolate sempre rispetto ai quantitativi raccolti dovranno essere almeno il 10% in peso, entro il 2028, almeno il 15% in peso, entro il 2030 e almeno il 20% in peso, entro il 31 dicembre 2032.

Come succede per Raee e Batterie, e come previsto anche per i rifiuti tessili, a tenere le fila del regime sarà il centro di coordinamento dei mobili e prodotti da arredo che si occuperà di garantire condizioni uniformi ed omogenee di ritiro, raccolta e presa in carico dei rifiuti di mobili e prodotti da arredo sull’intero territorio nazionale, dell’ottimizzazione dei flussi logistici e dei costi di gestione e anche del monitoraggio e della rendicontazione delle raccolte di rifiuti di mobili e di prodotti da arredo postconsumo effettuate da ciascun operatore della filiera oltre che dei criteri di calcolo delle quote di immesso sul mercato rilevanti per la ripartizione degli obblighi.

I cambiamenti previsti per il settore, però, non proverranno solo dall’Italia: entro il 2028 arriverà da Bruxelles l’adozione dell’atto delegato dedicato ai mobili nell’ambito del quadro di regole Ue sull’ecodesign. Nello stesso anno, quindi, arriveranno anche i requisiti specifici per il passaporto digitale del prodotto.

“Con l’avvio della consultazione compiamo un passo decisivo verso un modello di economia sempre più circolare, nel quale la responsabilità dei produttori diventa uno strumento essenziale per ridurre gli sprechi, valorizzare le materie prime e rendere più competitivo il sistema industriale italiano”, ha commentato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, aggiungendo che: “Il confronto con gli operatori del settore consentirà di definire un quadro regolatorio efficace, equilibrato e capace di accompagnare la transizione ecologica con benefici concreti per l’ambiente, le imprese e i cittadini”.

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