Raee, nuovo Accordo tra Centro di Coordinamento e retail: garantire tracciabilità e informazione ai cittadini

di Elvira Iadanza 22/12/2025

raee

Il primo gennaio del 2026 entrerà in vigore il testo sottoscritto dal Cdc Raee, associazioni di categoria della distribuzione, produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e aziende di raccolta dei rifiuti. Alla base dell’intesa efficienza operativa, capillarità territoriale e comunicazione ai consumatori per aumentare l’intercettazione, ancora lontana dai target europei


Efficienza operativa, capillarità territoriale e, soprattutto, comunicazione ai cittadini. Sono i tre pilastri del nuovo accordo di programma sottoscritto tra il Centro di Coordinamento Raee, le principali associazioni di categoria nazionali del retail fisico e online, i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) e le aziende di raccolta dei rifiuti. L’intesa, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2026, disciplina le condizioni di servizio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) di origine domestica presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione in tutta Italia. L’obiettivo è quello di fare del retail di prodotti tecnologici un attore sempre più centrale del sistema nazionale di raccolta dei Raee, che sconta un pesante ritardo rispetto al target europeo del 65%. Al momento il nostro Paese riesce a raggiungere circa la metà dell’obiettivo e per questo è al centro di una procedura d’infrazione da parte di Bruxelles.

L’accordo stabilisce modalità e tempistiche per il ritiro dei Raee dai luoghi di raggruppamento della distribuzione, punti vendita o magazzini della distribuzione e definisce i contributi economici che i produttori riconoscono ai retailer per la gestione dei rifiuti elettronici. Un meccanismo che nella nuova intesa viene semplificato e potenziato. Le premialità sono calcolate in base a un importo definito per i cinque raggruppamenti per ogni tonnellata di Raee correttamente raccolta.

Per la prima volta le soglie di buona operatività, ovvero i livelli di raccolta da raggiungere per accedere ai premi, vengono uniformate con quelle dell’accordo valido per i centri di raccolta comunali, creando così un sistema omogeneo. Le classi di premio vengono ridotte, passando da tre a due, con “una struttura chiara e facilmente applicabile all’intera rete con l’obiettivo di essere più semplice e più orientato ai risultati”, scrive il CdC Raee.

Per incentivare la nascita di nuovi luoghi di raggruppamento, alle strutture che si iscriveranno al CdC Raee dopo il 1 gennaio 2026 saranno attribuite automaticamente le premialità massime. Per accedere ai contributi, però, sarà necessario garantire la tracciabilità delle apparecchiature post consumo raccolte: chi “opera per conto della distribuzione e non traccerà analiticamente la provenienza dei Raee non avrà accesso ad alcuna premialità”, sottolinea il CdC Raee. L’accordo innalza anche il premio di base attribuito ai luoghi di raggruppamento per i ritiri che pur non raggiungendo la soglia di buona operatività superano comunque il livello minimo di premialità.

In più, le soglie minime per richiedere il ritiro dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche da parte del sistema nazionale sono fissate a 200 chili per i rifiuti che comprendono apparecchiature per lo scambio di temperatura con fluidi (ad esempio frigoriferi e congelatori), altre tipologie di grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie e forni), monitor, tv e i piccoli elettrodomestici: insomma, tutti i Raee compresi nei gruppi R1, R2, R3 ed R4. Una scelta che, spiega il Centro di Coordinamento Raee, “va nell’ottica di favorire i punti vendita di dimensioni medio-piccole che spesso dispongono di spazi limitati e che per questo motivo con le soglie precedenti faticavano a raggiungere rapidamente i quantitativi necessari per attivare il ritiro”. Con l’obiettivo di realizzare almeno 150 nuovi luoghi di raggruppamento viene confermato un fondo dedicato dal valore di 300 mila euro per il 2026 e il 2027.

Cuore dell’accordo è la maggiore rilevanza data all’informazione ai cittadini sulle corrette modalità di dismissione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Viene prevista una dotazione complessiva di 7,6 milioni di euro per la comunicazione, così divisi: un Fondo Comunicazione del valore complessivo di 3 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato alla realizzazione di campagne e strumenti di comunicazione finalizzati a conseguire obiettivi di incremento della raccolta a favore della distribuzione. Le risorse saranno coordinate da un apposito Tavolo della Comunicazione, istituito presso il Centro di Coordinamento Raee. Previsto, poi, un fondo del valore complessivo di 3,6 milioni di euro per i prossimi due anni per la promozione di un bando a cadenza annuale destinato ai retailer per campagne di informazione e, infine, un milione di euro per realizzare un concorso rivolto ai consumatori con l’obiettivo di incentivare la restituzione dei vecchi apparecchi attraverso i servizi 1 contro 1 e 1 contro 0.

“La firma di questo Accordo rappresenta un passo fondamentale per l’intero sistema Raee”, spiega Giuliano Maddalena, presidente del Centro di Coordinamento Raee. “Le nuove misure economiche – continua – , operative e di comunicazione rafforzano il ruolo della distribuzione nella raccolta dei rifiuti elettronici e consolidano un modello di collaborazione tra produttori, clienti e consorzi ritenuto essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta fissati dall’Ue. Il Centro di Coordinamento rinnova il suo impegno nell’attuare tutti i compiti attribuitigli dal documento e nel promuovere comportamenti sempre più responsabili nella gestione dei Raee da parte di tutti gli attori coinvolti”.

Soddisfazione arriva anche da parte dei produttori e della distribuzione: “L’industria è molto soddisfatta del raggiunto accordo perché rivoluziona il modo di raccogliere Raee” sottolinea Carlo Samori, rappresentante unico Industria per i produttori di Aee, “investe fortemente nella comunicazione al cittadino istituendo una regia comune con la distribuzione, incrementa i premi efficienza e prevede un importante incentivo economico al raggiungimento di obiettivi di raccolta dell’intera filiera, rafforza la tracciabilità introducendo penalità in caso di mancata rendicontazione. Non da ultimo, investe in maniera decisiva nello sviluppo della capillarità della filiera con un nuovo sistema incentivante”.

“L’accordo che abbiamo raggiunto dopo una lunga trattativa tra le parti rappresenta certamente un importante passo nella giusta direzione” dichiara Andrea Scozzoli, presidente della Aires Confcommercio per la distribuzione. “In materia di Raee – aggiunge Scozzoli – restano tuttavia necessarie radicali modifiche normative che portino a un effettivo riequilibrio dei ruoli e a una redistribuzione delle risorse al fine di tendere meno onerosa la gestione dei Raee da parte dei rivenditori. In questo senso guardiamo con fiducia alla riforma della direttiva europea sui rifiuti elettronici attesa nel corso del 2026”.

“L’auspicio è che con lo sforzo di Comuni, gestori della raccolta e distribuzione si possa raggiungere l’obiettivo condiviso di incrementare la capacità di intercettazione dei Raee, consentendo alle imprese del riciclo, già presenti a livello nazionale, di aumentare il recupero di importanti quantità di materia prima seconda destinata a una indispensabile collocazione sul mercato e nell’economia”, conclude Elisabetta Perrotta, direttore di Assoambiente.

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