Dal 22 gennaio sono operative sul portale Rentri le funzionalità per configurare dispositivi, app e interoperabilità in vista dell’avvio del Fir digitale, obbligatorio dal 13 febbraio 2026. Il passaggio segna uno snodo chiave nella digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti, ma le associazioni di categoria chiedono però rinvio di sei mesi e un regime transitorio, denunciando criticità organizzative e una sovrapposizione degli obblighi per le microimprese
Il nuovo formulario digitale rifiuti è un passo più vicino all’operatività. Dal 22 gennaio gli utenti obbligati a passare all’xFir possono infatti cominciare a configurare i dispositivi mobili con i quali, a partire dal 13 febbraio, potranno essere compilati e sottoscritti i nuovi modelli telematici del formulario di identificazione. Secondo quanto disposto dal Ministero dell’Ambiente, sul portale Rentri è ufficialmente aperta la sezione dell’area operatori che, alla voce interoperabilità, consente la configurazione dei device come smartphone e tablet ai fini dell’utilizzo dell’app Rentri Fir digitale. Un’operazione da non sottovalutare, visto che le imprese di maggiori dimensioni, e in particolare gli operatori del trasporto rifiuti, potrebbero dover configurare decine di dispositivi prima della partenza ufficiale del xFir. Un passaggio obbligato anche per chi utilizzerà software gestionali di mercato.
Sempre dal 22 gennaio l’applicazione Rentri Fir digitale è disponibile nella sua versione definitiva sui principali store. Le funzionalità restano per ora limitate all’allineamento dei dispositivi, alla creazione e compilazione degli xFir, mentre la possibilità di firmarli digitalmente arriverà solo il 13 febbraio 2026. Stesso discorso vale per i servizi di supporto, presenti in area operatori, per la creazione e compilazione dei formulari digitali e per le API, disponibili nell’area servizi per l’interoperabilità, necessarie a garantire la comunicazione tra Rentri e i software gestionali di mercato utilizzati dalle imprese. In ogni caso, ha precisato il Ministero, l’attivazione in produzione delle funzionalità complete correlate all’apertura del Fir digitale avverrà nella giornata del 12 febbraio 2026, in modo da consentire l’utilizzo del Fir in formato digitale a decorrere dalla giornata del 13 febbraio 2026.
Il rilascio delle funzionalità (quasi) definitive, sia per i servizi di supporto gratuiti che per gli sviluppatori di software gestionali, arriva quando mancano poco più di tre settimane allo ‘switch day’ del 13 febbraio, ovvero il passaggio dal formulario cartaceo a quello digitale per tutte le imprese iscritte al Rentri. Un vero e proprio spartiacque nel processo di digitalizzazione degli adempimenti ambientali sulla tracciabilità dei rifiuti. Dopo il passaggio ai registri di carico e scarico digitali, già adottati da tutti i soggetti iscritti al Rentri, la digitalizzazione del Fir completerà il processo, rappresentandone la vera e propria chiave di volta. Un passaggio che coinvolgerà decine di migliaia di imprese e che sta mandando in fibrillazione operatori e associazioni di categoria.
Nei giorni scorsi alcune delle principali associazioni del mondo artigiano e delle cooperative hanno chiesto di rinviare di sei mesi l’obbligo di tenuta del formulario rifiuti in modalità digitale per “mitigare l’impatto” sulle imprese, in particolare quelle piccole e piccolissime. Secondo CNA, Confartigianato, Casartigiani e l’Alleanza delle cooperative italiane, infatti, la chiusura del terzo e ultimo scaglione di iscrizioni al sistema informatico Rentri – quello dei produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti – e il contestuale avvio del formulario di identificazione dei rifiuti in modalità digitale per tutte le imprese iscritte rappresentano una “sovrapposizione degli obblighi” e “un fattore di forte criticità in particolare per le microimprese”, chiamate a “compiere una transizione digitale completa (registri e xFIR) in poche settimane e di fatto al momento di iscrizione al Rentri”.
Nello specifico, rileva Confcooperative, le imprese hanno segnalato la necessità di avere più tempo per l’adeguamento informatico e organizzativo, la formazione del personale, l’acquisto di dispositivi dedicati. In diversi casi, aggiunge l’associazione, non sarebbe ancora pienamente garantita l’interoperabilità tra il Rentri e i sistemi gestionali in uso presso le imprese. La proposta delle cooperative è quella di istituire un vero e proprio regime transitorio, che consenta alle imprese iscritte a Rentri di poter tenere il formulario in forma cartacea, in alternativa a quello digitale, fino al 15 ottobre 2026.


