Rifiuti, ARERA prepara il nuovo corso: focus su costi efficienti e confronto istituzionale

di

Luigi Palumbo
03/06/2026

Costi efficienti, qualità dei dati, regolazione degli impianti e confronto permanente con gli stakeholder saranno tra i principali dossier della prossima fase regolatoria di ARERA nel settore rifiuti. Al Green Med Expo & Symposium di Napoli, il componente del Collegio Alessandro Bratti ha anticipato alcune delle direttrici del nuovo quadro strategico 2026-2029. Sullo sfondo restano le sfide della frammentazione gestionale, dell’evoluzione tariffaria e della costruzione di basi informative condivise


Costi efficienti, qualità dei dati e confronto permanente con gli stakeholder. Dopo gli anni dedicati alla costruzione dell’architettura regolatoria del settore rifiuti, Arera si prepara ad aprire una nuova fase del proprio percorso, come messo in chiaro da Alessandro Bratti, componente del collegio dell’Autorità, in occasione del Green Med Expo & Symposium di Napoli. Intervenendo alla presentazione del Green Book 2026 di Utilitalia e Utilitatis, il commissario ha indicato i principali dossier sui quali si concentrerà il lavoro dei prossimi anni. Un anticipazione del quadro strategico 2026-2029 al quale l’authority sta lavorando già da diverse settimane.

“La regolazione dei rifiuti è la più giovane in assoluto”, ha ricordato Bratti, rivendicando i risultati ottenuti negli ultimi anni ma senza negare la complessità del quadro e, nello specifico, l’elevata frammentazione della governance, che frena l’applicazione degli strumenti regolatori. “Se abbiamo circa 3.000 enti territorialmente competenti – ha detto – significa avere anche circa 3.000 stazioni appaltanti. Regolare una realtà così frammentata non è semplice. Applicare i modelli dei piani economico-finanziari in un ente d’ambito strutturato può essere complesso ma gestibile. Farlo in un piccolo Comune è sicuramente molto più difficile”.

Nonostante le difficoltà “il mio giudizio sul lavoro svolto è estremamente positivo”, ha detto Bratti, chiarendo però che “alcune cose devono essere migliorate”. Tra i temi sui quali occorre accendere i riflettori “c’è quello della regolazione degli impianti, sul quale probabilmente dovremo concentrare maggiormente la nostra attenzione”, ma soprattutto “il tema dei cosiddetti costi efficienti, sul quale sarà necessario aprire un confronto con i diversi stakeholder, perché si tratta di un argomento fondamentale”.

Un passaggio chiave, alla luce del crescente peso che i meccanismi di riconoscimento dei costi stanno assumendo nella gestione del servizio – a partire dai rapporti tra Comuni, gestori e sistemi di responsabilità estesa del produttore – e in vista del debutto della nuova articolazione tariffaria a partire dal 2028. “Noi abbiamo la necessità di implementare e migliorare le nostre banche dati, anche per la gestione dei piani economico-finanziari – ha osservato Bratti – ma credo che, se vogliamo aprire una discussione seria sui costi efficienti, dobbiamo prima condividere i dati di partenza. Se non condividiamo quelli e ciascuno continua ad avere i propri numeri, qualsiasi discussione rischia di trasformarsi in una conversazione da bar, dove ognuno sostiene la propria tesi senza una base comune”.

Per scongiurare l’effetto conversazione (o rissa) da bar, e più in generale per lanciare un segnale di apertura e trasparenza nei rapporti tra regolatore e operatori, l’idea dell’Autorità, ha spiegato Bratti, è quella di rilanciare l’Osservatorio della regolazione, facendone una sede permanente di confronto con i portatori d’interesse. “Abbiamo bisogno di avere un luogo dove interloquire con gli stakeholder in maniera continua”, ha affermato Bratti.

Un’attività di ascolto e confronto che è già partita nelle scorse settimane con una serie di audizioni informali dalle quali, ha detto il commissario, “abbiamo già raccolto alcune indicazioni importanti”: dalle “discrepanze esistenti tra il bando tipo e i metodi tariffari” alla necessità di rivedere “la procedura di approvazione dei PEF” e alcuni indicatori come “l’indicatore R3 relativo all’impatto ambientale”, sul quale è già in atto un approfondimento con Ispra. “Abbiamo raccolto con attenzione tutte queste sollecitazioni e credo che creare momenti di confronto più interattivi tra l’Autorità e gli stakeholder rappresenti un valore aggiunto per tutti: per chi deve regolare e per chi deve essere regolato”, ha concluso Bratti.

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