Rifiuti di batterie, nuovi codici EER: le istruzioni dell’Albo gestori ambientali

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Redazione Ricicla.tv
23/07/2026

In vista dell’applicazione dei codici Eer aggiornati sui rifiuti di batterie l’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha chiarito le modalità di adeguamento delle autorizzazioni. Dal 14 ottobre le imprese potranno chiedere l’inserimento delle nuove voci, utilizzabili dal 9 dicembre 2026. I codici già presenti nei provvedimenti autorizzativi saranno invece aggiornati d’ufficio, senza necessità di presentare istanza


A partire dal 9 dicembre 2026 diventerà applicabile la versione rivista dell’Elenco europeo dei rifiuti, aggiornato dall’Ue con i nuovi codici per i rifiuti della filiera delle batterie. Una revisione solo apparentemente formale, che avrà effetti sostanziali sulla vita operativa delle imprese dei servizi ambientali. Per accompagnare la transizione al nuovo regime, nei limiti delle proprie competenze, il Comitato nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha definito le modalità con cui i provvedimenti autorizzativi delle imprese saranno adeguati alla nuova classificazione europea.

L’intervento dà attuazione alla decisione delegata (UE) 2025/934, con la quale la Commissione europea ha modificato l’Elenco europeo dei rifiuti, introducendo nuove voci EER e aggiornando quelle già esistenti per tenere conto delle nuove composizioni chimiche impiegate nel settore degli accumulatori – in particolare litio, sodio, nichel e zinco – e dell’evoluzione dei processi industriali di fabbricazione e trattamento delle batterie.

La prima indicazione riguarda i codici già presenti nei provvedimenti di iscrizione all’Albo. A decorrere dal 9 dicembre 2026 le relative descrizioni saranno adeguate d’ufficio in tutte le autorizzazioni delle imprese iscritte, senza necessità di presentare un’istanza.

L’aggiornamento interessa cinque voci: il codice 09 01 11* relativo alle macchine fotografiche monouso contenenti batterie e i codici 16 06 01*, 16 06 02*, 16 06 03* e 16 06 06*, rispettivamente riferiti ai rifiuti di batterie al piombo-acido, al nichel-cadmio, contenenti mercurio e agli elettroliti raccolti separatamente. La numerazione resterà inalterata, mentre verrà aggiornata la descrizione dei diversi codici per renderla coerente con la terminologia introdotta dalla normativa europea. Le modifiche saranno applicate a tutte le categorie di trasporto.

Per le nuove voci EER la procedura sarà invece su richiesta. Dal 14 ottobre 2026, le imprese già iscritte o che intendono iscriversi all’Albo potranno chiedere l’inserimento dei codici mediante un’apposita istanza telematica. La possibilità di presentare la domanda in anticipo non modifica però la decorrenza sostanziale della nuova classificazione: i codici potranno essere utilizzati soltanto dal 9 dicembre 2026, data di applicazione della Decisione delegata.

La circolare individua complessivamente 39 nuovi codici, la maggior parte dei quali classificati come pericolosi. Le nuove voci riguardano diversi segmenti della filiera: le scorie prodotte dal riciclo, i rifiuti di batterie suddivisi per composizione chimica, gli scarti della fabbricazione e le frazioni intermedie ottenute dal trattamento termico o meccanico. Tra le principali novità figurano il codice 16 06 07* per i rifiuti di batterie al litio, il 16 06 08* per le batterie al nichel diverse da quelle al nichel-cadmio, il 16 06 09* per quelle allo zinco e specifiche voci per le batterie al sodio, le batterie miste e gli altri rifiuti contenenti sostanze pericolose.

Vengono inoltre introdotti codici dedicati agli scarti generati durante la fabbricazione delle diverse tipologie di batterie. Per il litio, ad esempio, la nuova classificazione distingue tra rifiuti contenenti sostanze pericolose, come scarti catodici, liquami catodici e celle o moduli fuori specifica, e rifiuti non pericolosi, come alcuni scarti anodici. Un nuovo capitolo, il 19 14, identifica infine le frazioni intermedie derivanti dal trattamento termico o meccanico dei rifiuti di batterie e dei relativi scarti di fabbricazione, la cosiddetta ‘black mass’, differenziandole in base alla chimica: piombo-acido, litio, nichel, alcaline, zinco e sodio.

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