Il Senato ha approvato in via definitiva una norma che consente la radiazione dal PRA e la demolizione dei veicoli fuori uso anche se gravati da fermo amministrativo, chiarendo un vuoto applicativo che riguarda milioni di mezzi. L’intervento punta a contrastare l’abbandono e rafforzare la filiera autorizzata del fine vita dell’auto. Restano però criticità operative legate alle procedure e al ruolo degli enti locali
Migliorare la gestione dei veicoli fuori uso gravati da fermo amministrativo, agevolandone la radiazione dal PRA e la successiva demolizione. È l’obiettivo del disegno di legge approvato in via definitiva dal Senato nei giorni scorsi per sciogliere i nodi interpretativi e applicativi della disciplina sui veicoli a fine vita. Un intervento che stando ai dati ACI interesserà una platea potenziale di 3 milioni 600 mila veicoli, iscritti nei registri PRA ma gravati da provvedimenti di fermo, condizione che oggi rende quasi impossibile la radiazione finalizzata alla rottamazione, tanto da tradursi spesso nell’abbandono del veicolo su suolo pubblico o nei depositi giudiziari. Al 2025, secondo l’Associazione Demolitori di Qualità il fenomeno dei veicoli abbandonati è stimato in oltre 1 milione e 500 mila unità.
L’intervento sulla normativa, come si legge nella relazione tecnica, punta a fare ordine in materia, sciogliendo il “dubbio applicativo” e specificando che nel caso di demolizione dei veicoli fuori uso, inclusi quelli “abbandonati rinvenuti e conferiti ai centri di raccolta”, alla richiesta di cancellazione dal PRA “non può essere opposta l’iscrizione del ‘fermo amministrativo’”. In caso di iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo da rottamare, al proprietario o a chiunque ne acquisisca la disponibilità per il suo tramite non può comunque essere concessa alcuna forma di agevolazione, contributo o incentivo pubblici per l’acquisto di un nuovo veicolo.
Anche nel caso dei veicoli abbandonati, non reclamati dal proprietario o acquisiti per occupazione, la presenza di un fermo amministrativo non potrà ostacolare la radiazione e demolizione. I comuni, le province, le città metropolitane o l’ente proprietario della strada dovranno attestarne l’inutilizzabilità e darne comunicazione al proprietario entro sette giorni. In assenza di opposizione entro sessanta giorni dalla comunicazione, l’ente potrà procedere alla rimozione, demolizione e cancellazione dal PRA del veicolo. Vengono inoltre innalzate le sanzioni minime per chi raccoglie e tratta i veicoli a fine vita in violazione delle norme di legge.
Il via libera definitivo del Senato è stato accolto positivamente dagli operatori di settore. “Una risposta concreta alla legalità e alla cura dell’ambiente, valorizzando il ruolo della filiera autorizzata del fine vita dell’auto”, ha commentato l’associazione ADQ. Non mancano però i dubbi sull’effettiva applicabilità delle nuove disposizioni. Secondo la disciplina riformata, infatti, per avviare a demolizione i propri veicoli gravati da fermo, i cittadini dovranno ottenere dalla Polizia Locale una attestazione di inutilizzabilità, che a sua volta dovrà essere rilasciata dai Comuni, dalle Province o dall’ente proprietario della strada, mentre competeranno al proprietario del mezzo i costi connessi alle operazioni di cancellazione dal PRA e rottamazione. Un “processo farraginoso e complesso” secondo il presidente di ADA Anselmo Calò, “che nelle grandi città potrebbe rendere inefficace la nuova norma a causa della difficoltà di individuazione dell’autorità̀ competente all’emissione di tale dichiarazione”.


