Nel 2025 Asia Napoli ha elevato 4.183 verbali per errato conferimento e abbandono dei rifiuti, per un valore complessivo di circa 559 mila euro. Con l’inasprimento delle norme introdotto dal decreto ‘Terra dei fuochi’, nei prossimi mesi i verbali potranno arrivare fino a 3.000 euro. Lupoli: “Prima che un dovere, la sanzione è una forma di rispetto per i cittadini che osservano le norme e tutelano l’ambiente”
Dal mancato rispetto di orari e modalità di conferimento da parte di privati cittadini e utenze commerciali a fenomeni di vero e proprio abbandono. Negli ultimi due anni a Napoli la lotta ai ‘pirati’ dei rifiuti ha cumulato sanzioni per oltre un milione di euro. Solo nel 2025 sono 4.183 i verbali elevati dagli ispettori della utility partenopea Asia Napoli nell’arco dei controlli effettuati da gennaio a fine novembre in collaborazione con i nuclei ambientali di polizia locale. Complessivamente, il valore delle sanzioni comminate ha superato il mezzo milione – poco meno di 559 mila euro – con multe che partono da 51,64 euro per gli errori commessi dai cittadini nel conferimento dei propri rifiuti e da 250 euro per le utenze commerciali, come bar, ristoranti, supermercati o studi professionali. E se in 12 casi la sanzione ha raggiunto l’importo massimo di 500 euro, per effetto del decreto ‘terra dei fuochi’ dallo scorso ottobre i verbali possono arrivare fino a 3.000 euro.
“Il percorso di Napoli verso gli standard di decoro e qualità dell’ambiente urbano degni di una grande città europea passa sicuramente per l’educazione e il coinvolgimento dei cittadini – spiega a Ricicla.tv il direttore affari generali di Asia Napoli Carlo Lupoli – ma anche l’azione di contrasto delle condotte illecite ha un ruolo fondamentale. Da questo punto di vista l’attività svolta dal nucleo controlli ambientali di Asia è sempre più centrale”. Sommando i verbali elevati nel 2024 (4.005, per quasi 623 mila euro) a quelli dell’anno che sta per concludersi, l’importo totale delle sanzioni ha superato il milione di euro, con un aumento delle contestazioni nel 2025 ma a fronte di un ammontare leggermente inferiore. Segno che la frequenza delle condotte non a norma resta elevata, ma la loro gravità va, seppur lentamente, diminuendo. “Naturalmente non ci fa per nulla piacere elevare sanzioni – riconosce Lupoli – né rincorriamo forme di primato rispetto al passato. Crediamo fermamente che, prima ancora di essere un dovere civico e quindi istituzionale, sia una forma di rispetto nei confronti della maggior parte della cittadinanza, quella che si impegna a osservare le norme e tutelare l’ambiente”.
Le irregolarità contestate nell’arco dei primi undici mesi dell’anno, ha riferito a Ricicla.tv la direzione affari generali di Asia Napoli, sono frutto dei 1.456 controlli effettuati dal nucleo ispettori ambientali della utility, che al momento conta otto unità operative sul campo. Poche, se si considera l’estensione e la complessità socio-urbanistica del capoluogo campano, ma supportate da un sistema di telecamere e fototrappole che ha consentito di intercettare e contestare le condotte non a norma anche in flagranza differita. Soprattutto a ridosso di luoghi di abbandono abituale, alcuni dei quali diventati vere e proprie discariche abusive. “Si tratta di una cinquantina di siti che vengono costantemente attenzionati e nei quali viene abbandonato di tutto”, dice Lupoli. Guardando al dettaglio delle sanzioni, quelle più numerose (2105) sono state elevate per errate modalità di conferimento dei rifiuti, mentre l’importo maggiore (oltre 166 mila euro) è quello cumulato dalle multe comminate a bar e ristoranti per il mancato rispetto degli obblighi comunali su gestione dei rifiuti e della differenziata.
In alcuni casi, prosegue Lupoli, l’attività ispettiva di Asia Napoli “ha contribuito a individuare veri e propri fenomeni di smaltimento illecito di rifiuti prodotti da attività artigianali e manifatturiere”. Fattispecie di natura penale che dallo scorso ottobre sono punite in maniera più severa per effetto della conversione in legge del cosiddetto decreto ‘terra dei fuochi’. Per l’abbandono di rifiuti non pericolosi, ad esempio, la sanzione penale per i cittadini è stata aumentata portandola da un minimo di 1.500 a 18.000 euro, mentre per i titolari di imprese e responsabili di enti all’ammenda compresa tra 3.000 e 27.000 euro si aggiunge anche l’arresto da 6 mesi a 2 anni.
Il giro di vite voluto dal governo però interessa anche le condotte non a norma di natura amministrativa, come quelle contestate dagli ispettori di Asia, che dallo scorso ottobre possono staccare verbali fino a 3.000 euro. Per l’abbandono dei piccoli rifiuti, ad esempio, è prevista una nuova multa da 80 a 320 euro, mentre per chiunque abbandoni rifiuti urbani accanto ai contenitori per la raccolta stradale può essere elevata una sanzione amministrativa da 1.000 a 3.000 euro, in aggiunta a un mese di fermo per il veicolo a motore con il quale è stato effettuato l’abbandono. In entrambi i casi la multa può essere comminata anche a posteriori, utilizzando videocamere di sorveglianza. Molte delle irregolarità contestate da Asia nel corso di quest’anno, insomma, costeranno di gran lunga più caro nel prossimo futuro.


