I numeri del Rapporto del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori: il nuovo regolamento europeo pesa sulla rendicontazione dei dati che registrano un -14,6% rispetto al 2024
Nel 2025 sono stati raccolti 8.868.248 chili di rifiuti di batterie portatili su tutto il territorio nazionale. Il risultato è stato presentato nel Rapporto annuale del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA). Dati in calo se si guarda ai semplici numeri, che segnano una flessione del 14,6% rispetto al 2024. In realtà, però, la diminuzione dei dati sulla corretta gestione di batterie stilo alcaline o di quelle a bottone al litio è quasi interamente riconducibile alla nuova classificazione introdotta nel corso dell’anno con l’entrata in vigore del regolamento europeo, recepito nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo 29 del 10 febbraio 2026. Secondo il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, infatti, la raccolta coordinata direttamente dal CDCNPA ha continuato a crescere anche nel 2025.
Il tasso di raccolta si attesta intorno al 31%, numeri ancora lontani dai target richiesti da Bruxelles, che prevedono per i produttori un’intercettazione pari al 63% entro il 31 dicembre 2027 e al 73% entro il 31 dicembre 2030.
Tornando ai quantitativi della raccolta, il divario tra Nord e Sud resta marcato. È il Settentrione a guidare la classifica, con 6.498.852 kg di materiale intercettato. Tra le regioni in testa c’è il Piemonte con 2.316.331 kg, seguito da Lombardia (1.870.127 kg) e Veneto (1.073.009 kg). Il Centro Italia nel 2025 ha avviato a corretto smaltimento 1.446.944 kg di pile e accumulatori e oltre un terzo dei volumi intercettati proviene dal Lazio, 547.847 kg. Seguono la Toscana con 449.040 kg e le Marche con 229.355 kg. Al Sud sono stati raccolti volumi nettamente inferiori di batterie, tutta la macroarea, infatti, non riesce a superare il Piemonte. Le quantità di accumulatori intercettati sono pari a 922.452 kg. La Campania, regione che registra le migliori performance nel Meridione, ha intercettato 263.689 kg di materiale, seguita dalla Sardegna (181.062 kg) e dalla Puglia (166.441 kg).
Mentre lo scenario normativo si va riscrivendo, la rete fisica di raccolta continua ad espandersi. Nel 2025 i punti iscritti al CDCNPA, come centri di raccolta comunali, impianti di trattamento, grandi utilizzatori, centri di stoccaggio e centri di assistenza tecnica, hanno raggiunto quota 15.053, con una crescita del 3,56% sull’anno precedente e del 37,45% negli ultimi cinque anni. Oltre il 70% del totale è composto dai punti vendita della distribuzione, ma bisogna sottolineare che la principale fonte di quantitativi raccolti proviene dai centri di raccolta comunali (oltre il 66%), seguiti dagli impianti di trattamento Raee (13,07%) e dai centri di stoccaggio (11,10%).
Il Rapporto stilato dal Centro di Coordinamento si concentra anche sulle raccolte relative alle batterie industriali e per avviamento dei veicoli. Nel 2025 i consorziati del Centro di Coordinamento hanno contribuito alla raccolta di 43.409.848 kg di questo tipo di batterie, con una flessione dell’8,73% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, però, è necessario fare delle precisazioni: i dati, pubblicati si riferiscono solo alle attività dei soggetti aderenti al CDCNPA, poiché l’obbligo di rendicontazione esteso a tutti gli operatori del settore è in vigore soltanto a partire da quest’anno.
“Il 2025 segna un confine: da un lato il consolidamento di un sistema che ha dimostrato solidità e capacità di crescita, dall’altro l’apertura di una nuova fase, più esigente, dettata dal Regolamento europeo sulle batterie” ha commentato Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori. “La nostra priorità sarà creare le condizioni perché il sistema cresca in modo costante e sostenibile” conclude Castelli. “Intendiamo svolgere il nostro ruolo in modo più incisivo, sia sul piano dell’indirizzo operativo e di solidità dei dati sia su quello del dialogo istituzionale, e costruendo accordi stabili con tutti gli attori della filiera – Comuni, gestori del servizio pubblico, distributori, piattaforme digitali – per sostenere una crescita strutturale della raccolta”.





