Il governo rivendica la scelta di introdurre nel Testo unico ambientale l’obbligo di compostabilità per alcune categorie di imballaggi in plastica monouso, mentre Assobioplastiche saluta il via libera del Consiglio dei ministri come un passaggio “vitale” per la filiera nazionale. Sul provvedimento, tuttavia, pesa il giudizio critico della Commissione europea, che ha già sollevato dubbi sulla sua compatibilità con la disciplina Ue sulla plastica monouso
Il governo sceglie lo scontro sulle bioplastiche e approva una norma che Bruxelles ha già messo in discussione. Con un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 4 agosto l’esecutivo ha infatti introdotto l’obbligo di compostabilità per alcuni imballaggi monouso. L’obiettivo di Palazzo Chigi è quello di tutelare la filiera italiana delle plastiche compostabili, ma l’iniziativa apre un nuovo fronte con la Commissione europea, secondo cui la bioplastica non può essere sottratta ai divieti previsti dalla disciplina Ue sull’usa e getta.
La misura approvata dal governo fa leva sulla facoltà concessa agli Stati membri dal nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR, di imporre requisiti di biodegradabilità e compostabilità a specifici formati. Una soluzione che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrà salvare dalla messa al bando i formati di imballaggi in plastica monouso – come le bustine di ketchup – che il regolamento sul packaging vieterà dal 1 gennaio 2030.
Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il provvedimento punta a garantire “certezza a imprese e investimenti di un settore che ha saputo innovare”. Secondo il Ministero, la norma consentirà inoltre di valorizzare il sistema italiano di raccolta e trattamento della frazione organica dei rifiuti e di tutelare una filiera industriale che negli anni ha investito nello sviluppo di materiali biodegradabili e compostabili.
La vice ministro Vannia Gava, vero sponsor dell’iniziativa, ha invece richiamato l’urgenza dell’intervento. “Senza questa norma, dal 12 agosto rischi per una parte significativa della filiera”, ha dichiarato, facendo riferimento alla data di applicazione del regolamento europeo, che è anche la scadenza entro la quale gli Stati membri possono esercitare la facoltà di imporre la compostabilità di determinati formati d’imballaggio.
Positivo anche il giudizio di Assobioplastiche. “Si tratta di un provvedimento che la nostra associazione ha seguito da vicino nelle scorse settimane e il cui esito riteniamo vitale per la filiera”, ha commentato il presidente Luca Bianconi. L’auspicio dell’associazione è che la scelta italiana possa diventare un riferimento anche per gli altri Paesi europei. “Ci auguriamo che l’esempio dell’Italia possa ancora una volta fare scuola a livello europeo”, ha concluso il presidente.
È proprio sul piano europeo, però, che si concentra il principale elemento di incertezza. Nelle sue osservazioni sulla proposta di regola tecnica approvata dal governo, infatti, la Commissione ha già ricordato che la direttiva sulla plastica monouso non distingue tra plastica tradizionale, biodegradabile e compostabile e ha contestato la possibilità di utilizzare il PPWR per mantenere sul mercato prodotti che ricadono nei divieti della disciplina SUP.
La posizione di Bruxelles è quindi opposta a quella sostenuta dal governo e dalla filiera: per Roma, la compostabilità consente di salvaguardare determinati formati e un comparto industriale strategico; per la Commissione, la natura compostabile del materiale non basta invece a sottrarre un prodotto monouso ai divieti europei.
Il via libera del Consiglio dei ministri non chiude dunque il dossier. Al contrario, apre una nuova fase del confronto con le istituzioni europee e lascia sullo sfondo il rischio di un ulteriore contenzioso, mentre è ancora in corso la procedura d’infrazione sul recepimento italiano della direttiva SUP. Tra i punti contestati da Bruxelles, anche in quel caso, c’era la deroga dalla messa al bando di una serie di prodotti monouso a patto che fossero realizzati in plastica compostabile.




