Bollette, acqua e rifiuti: le priorità del nuovo collegio ARERA tra indagini sui prezzi e nodi regolatori

di Luigi Palumbo 17/12/2025

In vista dell’insediamento del nuovo collegio Arera, emergono le priorità che attendono l’authority: in primo piano il tema delle bollette di gas e luce, il completamento dell’indagine sul mercato energetico, i nodi delle misure di accompagnamento all’uscita dal mercato tutelato. Focus anche sulle sfide regolatorie per la resilienza idrica e per la qualità della gestione dei rifiuti urbani. Il presidente in pectore Dell’Acqua: “Indipendenza non sarà un privilegio”, ma resta l’incognita sui tempi di effettiva operatività della nuova governance


Mercato e prezzi dell’energia, resilienza idrica dei territori, efficienza e circolarità della gestione dei rifiuti urbani. Il nuovo collegio di Arera si insedierà solo nei prossimi giorni – dopo il voto del Parlamento sulle nomine proposte dal governo – ma l’elenco delle priorità d’azione della futura governance dell’autorità di regolazione ha cominciato a prendere forma già nel corso delle audizioni davanti alle commissioni competenti di Camera e Senato. In cima alla lista degli interventi sollecitati dalle forze parlamentari – tutte concordi nel considerare ‘di alto livello’ il nuovo collegio (composto da tecnici di area politica) – resta il tema delle bollette gas e luce per famiglie e imprese, tra la necessità di maggiore concorrenzialità sul mercato energetico, anche aumentando la penetrazione delle fonti rinnovabili, di più trasparenza nel rapporto con i consumatori e, soprattutto, di individuare gli elementi che potrebbero aver contribuito a gonfiare i costi a carico degli utenti.

L’invito dei parlamentari è a condurre a termine l’indagine sul mercato avviata dal collegio uscente, che nella prima fase ha fatto emergere potenziali condotte distorsive da parte degli operatori. Un’indagine che “dovrà essere completata”, ha confermato il presidente in pectore Nicola Dell’Acqua, per prevenire forme di “sovraremunerazione degli operatori di rete”, ha aggiunto Livio De Santoli, professore di ingegneria all’Università La Sapienza e componente designato del nuovo collegio. Ancora incerto, invece, il futuro delle misure di accompagnamento all’uscita dal mercato tutelato, le cosiddette offerte ‘placet’, in scadenza al 31 dicembre di quest’anno. “Valutatene la proroga”, ha detto il presidente della commissione attività produttive della Camera Alberto Gusmeroli, ma non è chiaro se il nuovo collegio sarà operativo per tempo, ed è anche per questo che il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin non ha escluso una ulteriore proroga tecnica del collegio uscente. “L’autorità è garante di chi vende, ma anche di chi compra”, ha aggiunto Massimo Milani, membro della commissione ambiente della Camera, secondo cui “oggi il TTF è a 27 euro al mWh e il PUN a 116 euro, lo stesso di qualche mese fa con il costo del gas a 70-80 euro per mWh. C’è evidentemente anche un problema di regolazione”.

Sul fronte del servizio idrico l’appello è a conservare il focus sui deficit di efficienza e resilienza delle gestioni di rete, promuovendo innovazione e aggregazione e spingendo il riutilizzo delle acque reflue depurate. “Bisognerà rinforzare il rapporto con le autorità d’ambito regionali e completare la riforma del cosiddetto ‘indicatore M0b’ per la valutazione della resilienza idrica dei territori più ampi – ha spiegato Alessandro Bratti, componente designato del collegio, già segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. “Di fronte al cambiamento climatico, e alla luce di quello che è successo in questi anni in termini di siccità, dobbiamo capire come utilizzare i nuovi indicatori per migliorare la gestione della risorsa“. In tema di rifiuti, ha poi aggiunto Bratti (che è stato anche presidente della commissione bicamerale sulle ecomafie) “molto è stato fatto ma molto resta da fare, soprattutto per migliorare la qualità della raccolta differenziata. Bisognerà lavorare all’introduzione di elementi regolatori che vadano in quella direzione, anche alla luce degli obiettivi europei di recupero di materia”.

La composizione della nuova governance di Arera sarà votata giovedì nelle commissioni parlamentari, e dovrà ottenere il via libera dalla maggioranza qualificata. L’esito del voto sembra abbastanza scontato, ma i tempi per l’effettiva operatività del nuovo collegio restano incerti. Prima bisognerà attendere il decreto di nomina firmato dal Presidente della Repubblica, che potrebbe non arrivare entro il 31 dicembre, quando scadrà la proroga dell’attuale collegio. Al netto dell’incertezza sui tempi, quel che è sicuro è che “l’indipendenza dell’autorità non sarà un privilegio”, ha garantito Dell’Acqua.

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