Recycling Europe chiede alla Commissione europea criteri End of Waste armonizzati per la carta da macero e maggiore chiarezza per superare la frammentazione tra Stati membri. Secondo l’associazione le diverse interpretazioni nazionali generano incertezza giuridica, costi e ostacoli agli scambi intra-Ue
Superare un quadro regolatorio frammentato che rischia di compromettere una delle filiere più consolidate dell’economia circolare europea, quella del riciclo dei rifiuti di carta e cartone. È l’appello di Recycling Europe, che in una lettera indirizzata alla Commissaria all’Ambiente Jessika Roswall chiede di accelerare sull’introduzione di criteri End of Waste (EoW) armonizzati per la carta da macero e di fare chiarezza sul modo in cui gli Stati membri devono gestire i flussi di materiale certificati dai criteri End of Waste nazionali già esistenti.
Pur rappresentando “da decenni una delle catene del valore dell’economia circolare più riuscite in Europa, in grado di garantire efficienza nell’uso delle risorse, risparmi di CO2 e resilienza industriale”, la filiera del riciclo di carta e cartone si trova oggi ad affrontare crescenti difficoltà legate a un quadro normativo disomogeneo tra gli Stati membri. “Un mosaico di criteri nazionali per la cessazione della qualifica di rifiuto, interpretazioni incoerenti delle norme sulle spedizioni e procedure divergenti tra Stati membri” che, scrive Recycling Europe, generano “incertezza giuridica, aumento dei costi e ostacoli agli scambi intraeuropei”.
Non sempre, infatti, la qualifica di End of Waste attribuita ai materiali riciclati in uno Stato membro viene riconosciuta anche dalle autorità e dagli enti di controllo degli altri paesi Ue. Con esiti paradossali: partite di macero che in un paese possono circolare liberamente alla stregua di un normale prodotto, arrivate al confine tornano rifiuto, con le limitazioni, i carichi burocratici e i costi che questo comporta. Una frammentazione che ha pesanti implicazioni anche per l’Italia, da diversi anni esportatore netto di carta da macero.
La situazione, secondo Recycling Europe, è destinata a complicarsi ulteriormente con l’attuazione del nuovo regolamento sulle spedizioni di rifiuti. In assenza di criteri europei armonizzati, si corre il rischio di “creare ulteriore complessità operativa e barriere inutili nel mercato unico per la carta recuperata conforme”, pur trattandosi di un flusso non pericoloso ampiamente commercializzato all’interno dell’Unione. Un tema, quello della mancata armonizzazione dei criteri End of Waste nazionali, che gli operatori del riciclo considerano tra i principali ostacoli alla creazione di un vero mercato unico delle materie prime seconde e che per questo la Commissione europea ha inserito tra i nodi da sciogliere con il prossimo Circular Economy Act.
Nell’attesa del provvedimento col quale Bruxelles proverà a rilanciare l’industria europea del riciclo, Recycling Europe chiede alla Commissione un intervento mirato per il riciclo di carta e cartone, a partire dallo sviluppo di un regolamento End of Waste armonizzato “basato sullo standard industriale già esistente EN643“. Lo stesso riferimento utilizzato dall’Italia per il regolamento nazionale adottato nel 2021. Al tempo stesso, scrive l’associazione, “serve maggiore chiarezza sul trattamento, da parte degli Stati membri, dei materiali che hanno raggiunto lo status di fine rifiuto secondo criteri nazionali debitamente notificati. In questo contesto – si legge – sarebbe estremamente utile un orientamento da parte della Commissione sull’attuazione pratica di tali casi, anche ai sensi del regolamento sulle spedizioni di rifiuti”.





