Circular Economy Act, Bruxelles accelera: “La competitività europea dipenderà dalla capacità di riutilizzare le risorse”

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Elvira Iadanza e Luigi Palumbo
07/05/2026

La Commissione europea avvia formalmente il confronto sul futuro Circular Economy Act, destinato a rafforzare il mercato delle materie prime seconde e la resilienza industriale dell’Ue. La commissaria Jessika Roswall lega economia circolare e autonomia strategica, mentre da IFAT 2026 Fead chiede di tenere il focus sulla domanda di materia riciclata


La Commissione europea accelera sul Circular Economy Act, aprendo il cantiere di quello che ormai a Bruxelles viene considerato un passaggio strategico per la competitività industriale europea. Il Collegio dei commissari ha avviato una prima discussione politica sul futuro provvedimento, destinato a diventare uno dei pilastri della nuova agenda industriale europea. A confermarlo è stata Jessika Roswall, che in una dichiarazione pubblicata dopo il confronto interno alla Commissione ha collegato direttamente economia circolare, autonomia strategica e resilienza industriale.

“Il futuro della competitività europea dipenderà da quanto bene utilizzeremo – e riutilizzeremo – le nostre risorse”, ha dichiarato Roswall, sottolineando come “ridurre la dipendenza dalle materie prime non sia più soltanto un obiettivo ambientale, ma una necessità economica e strategica”.

La commissaria ha ricordato che i settori dell’economia circolare nell’Unione europea generano già “oltre 300 miliardi di euro di valore” e occupano “milioni di persone”, ma ha anche ammesso che i progressi restano insufficienti. Secondo Roswall, a frenare il mercato europeo continuano a essere “regole frammentate, domanda debole di materiali riciclati e pressioni dei mercati globali”.

Da qui l’obiettivo del futuro Circular Economy Act: rafforzare il mercato unico delle materie seconde, aumentare la domanda di materiali riciclati e migliorare il recupero delle risorse critiche. “L’atto sull’economia circolare ha il potenziale per essere un vero gamechanger per l’industria europea e la sua resilienza”, ha aggiunto la commissaria.

Il messaggio politico che emerge da Bruxelles è chiaro: la circolarità non viene più letta soltanto come politica ambientale ma come leva industriale. “La circolarità non riguarda soltanto i rifiuti: riguarda competitività, innovazione e autonomia strategica”, ha detto ancora Roswall.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio riposizionamento industriale dell’Unione europea avviato con il Clean Industrial Deal per mantenere gli obiettivi di decarbonizzazione ma trasformandoli in uno strumento per il rilancio della produttività dell’industria Ue. In questo quadro il Circular Economy Act dovrà rappresentare il tassello destinato a integrare riduzione delle pressioni ambientali e autonomia strategica, rafforzando la domanda interna di materia riciclata fino a raddoppiarne l’utilizzo entro il 2030. La sfida, come ha sintetizzato Roswall, non è più capire “se” l’Europa debba guidare l’economia circolare, ma “quanto velocemente” riuscirà a farlo.

Che il dossier sia ormai entrato nella fase operativa lo confermano anche le dichiarazioni raccolte da Ricicla.tv durante IFAT 2026. Ai microfoni di Ricicla.tv, Eric Mamer, direttore generale per l’ambiente della Commissione europea ha spiegato: “Stiamo lavorando sul CEA, sarà pronto per questo autunno. Siamo in contatto costante con gli stakeholder per essere certi che quello che proporremo sia in linea con le esigenze del settore”.

Un passaggio che conferma la volontà della Commissione di costruire il provvedimento insieme agli operatori industriali e alla filiera europea del riciclo, in una fase segnata da volatilità dei prezzi delle materie seconde, costi energetici elevati e crescente competizione internazionale.

Secondo quanto anticipato fin qui dalla Commissione, il Circular Economy Act porterà con sé, tra l’altro, la revisione della disciplina sui rifiuti elettrici ed elettronici e modifiche su responsabilità estesa del produttore, criteri end of waste, movimentazioni internazionali di rifiuti e materie prime seconde e domanda pubblica di beni e servizi circolari. Le imprese, dal canto loro, chiedono soprattutto un intervento per creare un mercato stabile per i materiali secondari. “In questo momento è importante concentrarsi sulla domanda di materia riciclata. Se vogliamo davvero far funzionare l’economia circolare questo dev’essere il focus del provvedimento”, ha dichiarato a Ricicla.tv Paolo Campanella, segretario generale di Fead.

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