Crisi della plastica, Utilitalia: “Rischio incendi, serve supporto economico”

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Redazione Ricicla.tv
05/06/2026

La saturazione degli sbocchi di recupero e riciclo sta provocando un rapido aumento delle giacenze di rifiuti plastici lungo la filiera. Secondo Utilitalia senza interventi urgenti si rischiano interruzioni della raccolta e incendi negli impianti. Come quelli che nel 2018 seguirono lo stop della Cina alle importazioni di rifiuti


Il settore della gestione dei rifiuti urbani rischia di andare incontro a una fase segnata da pesanti disservizi per gli utenti ma anche a fenomeni più gravi, inclusi possibili incendi nei siti di stoccaggio. È uno scenario che ricorda molto da vicino la crisi di sistema seguita allo stop della Cina all’importazione di rifiuti quello prefigurato da Utilitalia, la federazione delle imprese del waste management, che a valle dell’ultimo tavolo di crisi convocato dal Ministero dell’Ambiente torna a lanciare l’allarme per l’ingolfamento delle filiere di gestione dei rifiuti di imballaggio in plastica.

Secondo il monitoraggio avviato dalla federazione nelle ultime settimane, a fine aprile i quantitativi di rifiuti plastici stoccati presso i centri di raccolta sarebbero risultati quasi doppi rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che evidenzia la crescente difficoltà nel garantire adeguati sbocchi verso impianti di recupero e riciclo e che assume una rilevanza ancora maggiore in vista della stagione estiva, periodo in cui l’aumento delle temperature potrebbe incrementare le criticità operative nei siti di stoccaggio, compreso “il rischio di incendi”, scrive Utilitalia.

Parole che riportano alla memoria la stagione dei roghi che tra il 2018 e il 2020 interessarono numerosi impianti di gestione rifiuti in concomitanza con lo stop della Cina alle importazioni di scarti plastici. Una misura che chiuse all’Ue (e a buona parte del mondo) quello che fino ad allora era stato il principale sbocco di mercato, soprattutto per le frazioni a minor valore aggiunto, portando anche in Italia alla saturazione degli impianti di selezione e stoccaggio.

Le cause sono diverse, ma il meccanismo presenta alcune analogie: allora come oggi la criticità si manifesta a valle della raccolta. Con il mercato del riciclo schiacciato in tutta l’Ue dai bassi prezzi delle resine vergini e dalla concorrenza delle importazioni extra-Ue, la capacità di assorbire i materiali secondari non riesce a tenere il passo dei volumi di rifiuti generati dalla differenziata. “Una crisi strutturale – scrive Utilitalia – che non può essere in alcun modo imputata a presunte inefficienze dei soggetti della raccolta”.

In questo quadro, scrive la federazione, servono “interventi eccezionali” per decongestionare le giacenze accumulate presso i centri di stoccaggio. Tra le richieste, quella di “un supporto economico tempestivo per coprire i costi della gestione straordinaria di questi flussi in sovraccarico”. Senza interventi “immediati, strutturati e di sistema”, avverte Utilitalia, “la qualità dei servizi di igiene urbana e gli stessi standard di raccolta differenziata raggiunti in questi anni dal nostro Paese rischiano di essere vanificati dal blocco degli impianti di riciclo”.

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