La nota del Ministero dell’Ambiente pubblicata lo scorso 18 luglio scatena la risposta di de Pascale e Priolo: “È da tempo che denunciamo una situazione di estrema emergenza e siamo sempre disponibili alla massima collaborazione, ma senza interventi concreti i grandi sforzi compiuti dai cittadini per il riciclo della plastica rischiano seriamente di essere vanificati”
Da mesi il dibattito sulla crisi del riciclo della plastica continua ad alimentarsi. Dopo le numerose lettere inviate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica da istituzioni e associazioni di categoria, il dicastero guidato da Gilberto Pichetto Fratin ha risposto con un comunicato in cui annuncia la prosecuzione dei lavori del Tavolo di monitoraggio dedicato alla filiera dei rifiuti plastici, con la prossima riunione convocata il 28 luglio in modalità telematica.
“Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica prosegue il lavoro del Tavolo di monitoraggio per la filiera dei rifiuti plastici, attivo dall’ottobre 2025, e annuncia una nuova sessione nei prossimi giorni per affrontare le criticità che continuano ad interessare il settore”, si legge nella nota.
L’obiettivo del prossimo incontro, prosegue il Ministero, sarà quello di “condividere un quadro aggiornato con operatori, Regioni e Comuni e definire le ulteriori azioni necessarie a garantire la piena operatività del sistema di riciclo degli imballaggi in plastica”.
Il Mase intanto rivendica anche le iniziative già avviate. “Il tavolo, che riunisce ISPRA, ENEA e le principali rappresentanze della filiera, ANCI, Utilitalia, Confindustria, CONAI, COREPLA e altre associazioni di settore, ha già avviato iniziative concrete: l’attivazione di ANAC sui CAM negli appalti pubblici e un protocollo con l’Agenzia delle Dogane sui controlli alle importazioni. L’8 luglio si è inoltre svolto un confronto tecnico straordinario con le Regioni sulle criticità della raccolta e dello stoccaggio”.
La nota, però, non ha convinto gli amministratori della Regione che, per prima insieme al Veneto, aveva lanciato l’allarme sulle difficoltà di gestione del materiale proveniente dalla raccolta differenziata. Al comunicato del Mase, infatti, ha fatto seguito una nota congiunta del presidente della Regione Emilia Romagna, Michele de Pascale, e dell’assessora all’Ambiente, Irene Priolo.
“È da tempo che denunciamo una situazione di estrema emergenza e siamo sempre disponibili alla massima collaborazione – affermano – ma senza interventi concreti i grandi sforzi compiuti dai cittadini per il riciclo della plastica rischiano seriamente di essere vanificati“.
De Pascale e Priolo ricordano poi di aver scritto al ministro appena un mese fa per segnalare le difficoltà della filiera. “Non più tardi di un mese fa abbiamo scritto al ministro Pichetto Fratin per segnalare le gravi difficoltà della filiera del riciclo plastico e possiamo constatare che, ad oggi, ancora nulla è stato fatto. L’unica iniziativa è un nuovo tavolo di monitoraggio convocato a Roma. Ma siamo di fronte a una situazione difficilissima, che sta mettendo a rischio la sostenibilità ambientale ed economica del sistema di gestione dei rifiuti, che richiederebbe iniziative molto più incisive”.
Le cause della crisi, del resto, sono note da tempo. Sul mercato europeo continuano ad arrivare ingenti quantitativi di polimeri vergini e riciclati a basso costo provenienti da Paesi extra Ue. Un fenomeno che, unito agli elevati costi dell’energia per gli impianti europei di riciclo, sta determinando una progressiva e inesorabile diminuzione nella domanda di materia prima seconda made in Europe.





