Dopo l’annuncio di Assorimap dello stop degli impianti e la richiesta urgente di intervento per salvare il comparto, è arrivata la risposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha convocato per martedì 25 novembre il tavolo sull’emergenza riciclo plastica.
La convocazione è arrivata dopo l’annuncio di Assorimap, Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche, dello stop agli impianti. “Viste le mancate misure urgenti per salvare il comparto, l’industria privata del riciclo plastica, dopo anni di sopravvivenza, si arrende”, si leggeva lo scorso 11 novembre nella nota firmata da Walter Regis, presidente di Assorimap.
“Lo facciamo con senso di responsabilità – recitava il comunicato stampa – consapevoli delle ripercussioni sull’intero Paese, ma continuare a produrre con perdite insostenibili, è ormai impossibile”.
Prima della nuova convocazione, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e al Mimit si erano susseguiti a ottobre due incontri, il primo l’otto e il secondo il 23 dello stesso mese. Ma, scriveva Assorimap “non sono serviti per attivare gli interventi necessari per salvare il comparto”.
Già negli scorsi mesi l’Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche aveva lanciato l’allarme, mostrando i dati che fotografavano il tracollo del settore: utili di esercizio crollati dell’87% dal 2021, passando da 150 milioni di euro a soli 7 milioni nel 2023, con una proiezione verso lo zero per il 2025.
Tra i motivi della crisi, che sta colpendo l’intero settore in tutta Europa, la concorrenza dei polimeri low cost prodotti dall’industria asiatica e, per i riciclatori italiani, anche gli elevati costi dell’energia.
Negli scorsi incontri “abbiamo portato proposte concrete che hanno costo zero per l’erario – ha detto Regis in un’intervista a Ricicla.tv – ora ci sono scelte politiche che devono essere fatte, scelte di tutela di mercato in un settore che ha valore ambientale e per un comparto che è un’eccellenza del Made in Italy. Ora ci aspettiamo un riscontro fattivo”.
Nelle scorse settimane anche i principali consorzi per il riciclo degli imballaggi in plastica – Corepla, Conip e Coripet – avevano scritto al Mase per denunciare l’ingolfamento delle attività di selezione e riciclo e il rischio di ripercussioni sui servizi di raccolta dei rifiuti.
Un rischio che sta già assumendo la forma dell’emergenza. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le cronache locali che raccontano di stop alla raccolta differenziata, soprattutto in Sicilia, dove alcuni Comuni hanno invitato i cittadini a non conferire il materiale all’interno degli appositi cassonetti.


