Dalle ecoballe al compost: la Campania cambia passo nella gestione dei rifiuti

di Luigi Palumbo 20/10/2025

Entreranno in funzione tra dicembre e gennaio i nuovi impianti di compostaggio di Pomigliano d’Arco e Marigliano, parte del piano regionale da 200 milioni di euro per chiudere il ciclo dei rifiuti in Campania. Le due strutture contribuiranno a ridurre la sanzione Ue e i costi di trattamento per i Comuni. “A chi verrà dopo di noi – ha detto il presidente De Luca – lasciamo la Campania del sacrificio, della concretezza e degli impegni mantenuti”


La Campania cambia passo sul trattamento dei rifiuti urbani. Entreranno in funzione tra dicembre e gennaio i due impianti pubblici di compostaggio di Pomigliano d’Arco e Marigliano, voluti dalla Regione nell’ambito del piano finanziato con oltre 200 milioni di euro per la realizzazione di 11 nuove strutture. Dopo quello di Tufino, avviato lo scorso anno, due ulteriori impianti al servizio dei Comuni dell’area metropolitana di Napoli, per ridurre i deficit di trattamento e puntare a chiudere definitivamente il contenzioso multimilionario con l’Europa.

Un risultato rivendicato con orgoglio dal presidente della Campania Vincenzo De Luca in occasione di un sopralluogo sui due siti. Uno dei quali, quello di Marigliano, ha ospitato per oltre 10 anni circa 50 mila tonnellate di ecoballe risalenti agli anni dell’emergenza, rimosse definitivamente solo nel 2020. “Un pezzo dei 4 milioni di tonnellate accumulati in questi territori. Da quella emergenza drammatica siamo passati a un programma serio per la costruzione di un ciclo integrato dei rifiuti in regione – ha dichiarato De Luca a Ricicla.tv – con l’attivazione di questi primi impianti possiamo puntare a cancellare tutta la sanzione europea e dire di aver risolto il problema storico della gestione dei rifiuti in Campania”.

Con un impianto già operativo e due pronti a partire, restano otto le strutture ancora in cantiere tra le undici previste dal piano regionale avviato nel 2015. Un programma che mira a colmare uno dei maggiori deficit di trattamento in Italia: nel 2023, secondo Ispra, solo 144 delle 630 mila tonnellate di rifiuti organici raccolte in Campania sono state trattate sul territorio regionale. Tutto il resto è stato spedito altrove a caro prezzo. “Siamo a circa il 50% del percorso” spiega Antonio De Falco, responsabile dell’unità di missione regionale per la realizzazione degli impianti. E anche se l’orizzonte temporale per il completamento di tutte le strutture si colloca tra il 2027 e il 2029, “credo che con l’avvio dell’impianto di Marigliano abbiamo ottime probabilità di ottenere una riduzione, se non l’eliminazione, della sanzione comunitaria“, aggiunge De Falco.

La penalità da 120 mila euro al giorno inflitta nel 2015 dall’Ue per i ritardi nella chiusura del ciclo rifiuti è stata già decurtata di 40 mila euro per l’attivazione degli impianti di trattamento delle ecoballe, mentre dalla fine del 2023 la Commissione ha smesso di inviare all’Italia richieste di pagamento, proprio nell’attesa di conoscere gli sviluppi del piano regionale. “Possiamo confidare che l’Ue possa prendere atto del fatto che stiamo facendo sul serio – ha aggiunto il vice presidente e assessore all’ambiente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola – sono dieci anni che non c’è stato un giorno d’emergenza. Il sistema è sotto controllo”.

I due nuovi impianti di Pomigliano e Marigliano, costati complessivamente 38,4 milioni di euro, potranno trattare fino a 54 mila tonnellate di rifiuti organici, tra scarti di cucina e sfalci del verde, trasformandoli in compost di qualità da destinare al settore agricolo, florovivaistico e al programma regionale di carbon farming per la cura del suolo con soluzioni capaci di aumentare l’assorbimento di CO2. “Due impianti che potranno eventualmente essere ‘upgradati’ con l’aggiunta della fase di digestione anaerobica per la produzione di biogas e biometano”, spiega l’ingegner Giovanni Perillo, tra i progettisti delle due strutture, che una volta in funzione tratteranno in via prioritaria i rifiuti a matrice organica provenienti dall’ambito territoriale Napoli 3 con “benefici anche per i cittadini in termini di tariffa”, ha aggiunto Gioacchino Madonna, presidente dell’ente d’ambito. “Ora servono concretezza e capacità di gestione – ha detto De Luca – cercheremo per quanto possibile di ridurre le tariffe per le famiglie ma in maniera seria e ragionata, non demagogica. A chi verrà dopo di noi lasciamo la Campania del sacrificio, della concretezza e degli impegni mantenuti”.

1 Commento su "Dalle ecoballe al compost: la Campania cambia passo nella gestione dei rifiuti"

  1. Enrico Ciniglio ha detto:

    Bene, era ora

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