L’Italia recepisce il regime transitorio per il DIWASS. Il Ministero dell’Ambiente ha dato indicazioni alle autorità competenti di consentire la gestione dell’allegato VII “allo stesso modo di quanto avvenuto finora” fino al 31 dicembre 2026. Resta l’obbligo di digitalizzazione per le spedizioni soggette a notifica. L’esperta Benedetta Bracchetti: “Ora si tratta di capire le posizioni dei diversi Paesi Ue sul punto”
Via libera dell’Italia alla gestione in deroga dell’allegato VII. Lo ha confermato il Ministero dell’Ambiente in una nota inviata alle autorità competenti in materia di trasferimenti transfrontalieri. La comunicazione, firmata dal direttore generale per l’economia circolare Luca Proietti, recepisce le indicazioni diramate a valle dell’ultimo tavolo tecnico di confronto sul DIWASS, la nuova piattaforma telematica per la gestione della documentazione sulle movimentazioni di rifiuti tra Stati membri, che partirà il prossimo 21 maggio in tutta l’Ue. Alla luce delle difficoltà denunciate da imprese ed enti, Bruxelles ha infatti aperto a un regime transitorio per le spedizioni di rifiuti in ‘lista verde’, consentendo la gestione della documentazione cartacea fino al 31 dicembre 2026.
L’indicazione dell’Ue diventerà prassi operativa per le imprese e le autorità competenti italiane. “Nel periodo compreso tra il 21 maggio e il 31 dicembre 2026 – scrive il Mase – senza che ciò comporti l’applicazione di sanzioni a carico della persona che organizza la spedizione, i documenti di cui all’allegato VII dovranno essere gestiti dagli operatori economici allo stesso modo di quanto avvenuto finora, ossia mediant documenti cartacei o per via elettronica attraverso sistemi specifici. In entrambi i casi, non è prevista la presentazione dei documenti dell’ allegato VII sul DIWASS da parte delle autorità competenti o degli operatori”. Resta invece l’obbligo di gestire in DIWASS dal 21 maggio 2026 tutte le documentazioni relative alle spedizioni di rifiuti soggette a notifica e procedura di previo informato consenso.
“Per gli operatori economici italiani gli orientamenti espressi recentemente dalla Commissione europea e il chiarimento del Mase tramite la nota del 15 aprile 2026 sono particolarmente importanti – spiega a Ricicla.tv Benedetta Bracchetti, consulente ambientale tra i principali esperti nazionali di spedizioni di rifiuti – in quanto rendono effettivamente operativa la possibilità di gestione in modalità cartacea dell’allegato VII fino al 31 dicembre 2026. Ora si tratta di capire le posizioni dei diversi Paesi Ue sul punto”.
Nel frattempo si avvicina la data di prima operatività del DIWASS, non senza incognite. Dal prossimo 21 aprile, stando a quanto comunicato dalla Commissione, dovrebbero partire le procedure di accreditamento sul portale, ma “permangono incertezze che compromettono la prontezza degli operatori e delle autorità”, ha ribadito nei giorni scorsi il segretario generale di Fead Paolo Campanella. Bruxelles ha garantito che nel corso di aprile tutti i flussi di lavoro nell’ambito della procedura di notifica preventiva e di consenso “funzioneranno in modo affidabile”. A preoccupare più dei nodi tecnologici sono però quelli operativi, con le imprese che denunciano ritardi nell’attività di formazione, delegata da Bruxelles alle singole autorità competenti a livello nazionale, e un rischio di accumulo delle notifiche in vista del passaggio al digitale in calendario per il 21 maggio 2026. L’apertura della Commissione Ue al doppio regime sull’allegato VII, insomma, potrebbe non bastare a scongiurare l’effetto collo di bottiglia.





