DIWASS, proroga in vista per l’allegato VII

di

Luigi Palumbo
27/03/2026

Bruxelles apre al ritorno temporaneo alla carta per le spedizioni di rifiuti in lista verde. Il sistema digitale DIWASS non è pronto e l’entrata in vigore prevista a maggio rischia di bloccare le filiere


Consentire l’utilizzo dei modelli cartacei – o di soluzioni alternative come mail e fax – per accompagnare le movimentazioni di rifiuti non pericolosi recuperabili tra Stati membri. Almeno fino alla fine dell’anno, nella speranza che per quella data il nuovo sistema informatico DIWASS sia entrato pienamente in funzione. È una soluzione che ricorda molto da vicino il doppio regime ‘all’italiana‘ per il formulario rifiuti quella proposta dal tavolo tecnico convocato dalla Commissione Ue per fare il punto sullo stato di attuazione del portale telematico per la gestione degli adempimenti sui trasferimenti transfrontalieri introdotto dal nuovo regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti.

Il sistema dovrebbe partire il prossimo 21 maggio in tutta l’Ue ma, secondo quanto apprende Ricicla.tv, il confronto tra i tecnici di Bruxelles, i delegati degli Stati membri e i rappresentanti delle associazioni del mondo produttivo e del waste management avrebbe fatto emergere pesanti ritardi nell’implementazione, con possibili ripercussioni sulle spedizioni di rifiuti all’interno dei confini dell’Unione. Da qui la proposta di doppio regime cartaceo-digitale almeno per l’allegato VII, ovvero il documento che accompagna le movimentazioni dei rifiuti recuperabili contenuti nella cosiddetta ‘lista verde’. Resta, almeno per il momento, l’obbligo di gestire in DIWASS tutte le procedure che richiedono notifica preventiva e autorizzazione.

Il debutto della nuova piattaforma europea si avvicina in un clima di grande incertezza. Nei giorni scorsi 13 associazioni del mondo produttivo avevano scritto alla Commissaria Ue all’economia circolare Jessika Roswall chiedendo un periodo transitorio di almeno un anno. Secondo i sottoscrittori dell’appello, infatti, “le norme attuative del DIWASS sono state adottate solo nel luglio 2025, la documentazione tecnica chiave per l’integrazione del sistema è stata pubblicata solo alla fine di gennaio 2026, l’interfaccia utente non è ancora operativa e la pre-registrazione delle migliaia di operatori interessati non è ancora iniziata”.

In più, resterebbero ancora tutte da costruire le funzioni di interoperabilità tra il portale europeo, i sistemi informatici delle diverse autorità competenti a livello nazionale e i software di gestione dei rifiuti utilizzati dalle singole aziende. In questo scenario, il passaggio forzato al digitale rischia di diventare un collo di bottiglia che avrebbe l’effetto di “compromettere il funzionamento di diverse filiere industriali“, ha spiegato a Ricicla.tv il segretario generale di Fead Paolo Campanella. Da qui l’apertura dell’Ue all’utilizzo di modalità alternative al DIWASS almeno per i trasferimenti di rifiuti in ‘lista verde’, garantendo la continuità delle operazioni di recupero e riciclo. Resta il problema per tutti gli altri rifiuti soggetti alla cosiddetta procedura PIC, come i rifiuti pericolosi o le frazioni miste da TMB non sufficientemente selezionate. Il tema, riferiscono a Ricicla.tv fonti europee, “è ancora sul tavolo”.

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