Le associazioni dell’artigianato e delle cooperative chiedono di rinviare l’obbligo del formulario rifiuti digitale per mitigare l’impatto sulle imprese iscritte al Rentri. L’Alleanza delle cooperative italiane propone di istituire un regime transitorio, con possibilità di usare il fir cartaceo in alternativa a quello digitale fino al 15 ottobre 2026
Rinviare di sei mesi l’obbligo di tenuta del formulario rifiuti in modalità digitale per “mitigare l’impatto” sulle imprese, in particolare quelle piccole e piccolissime. Lo chiedono le principali associazioni artigiane, ma anche parte del mondo delle cooperative, in una serie di proposte di emendamento al decreto milleproroghe in esame alla Camera.
Una richiesta di intervento che arriva quando manca meno di un mese alla scadenza del 13 febbraio, data che segnerà la chiusura del terzo e ultimo scaglione di iscrizioni al sistema informatico Rentri – quello dei produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti – e il contestuale avvio del formulario di identificazione dei rifiuti in modalità digitale per tutte le imprese iscritte. Una “sovrapposizione degli obblighi” scrivono CNA, Confartigianato e Casartigiani in una memoria depositata a Montecitorio, che rappresenta “un fattore di forte criticità in particolare per le microimprese”, chiamate a “compiere una transizione digitale completa (registri e xFIR) in poche settimane e di fatto al momento di iscrizione al Rentri”.
“Il sistema Rentri è pronto – ha spiegato Adele Prosperoni di Alleanza delle cooperative italiane nel corso di un’audizione davanti le commissioni riunite bilancio e affari costituzionali della Camera – ma tutte le imprese segnalano la necessità di disporre di un periodo transitorio“. Secondo l’associazione, il settore, in particolare quello dei piccolissimi produttori iniziali di rifiuti, è ancora impreparato.
Nello specifico, rileva Confcooperative, le imprese hanno segnalato la necessità di avere più tempo per l’adeguamento informatico e organizzativo, la formazione del personale, l’acquisto di dispositivi dedicati. In diversi casi, aggiunge l’associazione, non sarebbe ancora pienamente garantita l’interoperabilità tra il Rentri e i sistemi gestionali in uso presso le imprese. “Chiediamo per questo l’inserimento di una misura transitoria che ci consenta nell’arco di sei mesi di risolvere queste criticità”, ha detto Prosperoni. La proposta delle cooperative è quella di istituire un vero e proprio regime transitorio, che consenta alle imprese iscritte a Rentri di poter tenere il formulario in forma cartacea, in alternativa a quello digitale, fino al 15 ottobre 2026.
L’intervento manterrebbe di fatto invariato il cronoprogramma di attuazione del Rentri, che il Ministero dell’Ambiente ha più volte ribadito di non voler modificare, senza rinviare la partenza del formulario digitale né la chiusura della terza tornata di iscrizioni. Dal punto di vista delle imprese, i sei mesi di ‘doppio binario’ renderebbero invece meno drastico il passaggio al formulario digitale, che debutterà per tutti gli iscritti al Rentri (più di 300 mila operatori, secondo le stime) in un vero e proprio ‘switch day’ con il rischio di inceppamento delle filiere di trattamento.
Resta tuttavia aperto il tema dei tempi. La legge di conversione del decreto milleproroghe deve essere approvata entro il 1 marzo. Anche in caso di accoglimento degli emendamenti, quindi, la proroga dell’obbligo di fir digitale rischierebbe di entrare in vigore successivamente alla data del 13 febbraio. Una circostanza che obbligherebbe le imprese ad adottare in ogni caso il formulario digitale nel periodo compreso tra la scadenza regolamentare e l’entrata in vigore della norma di proroga, per poi poter scegliere se tornare al cartaceo.





