Imballaggi, stop (per ora) alla proposta per salvare il monouso dai divieti Ue

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Redazione Ricicla.tv
16/07/2026

L’emendamento al decreto Infrastrutture che avrebbe imposto la compostabilità ad alcune categorie di imballaggi monouso è stato dichiarato inammissibile per estraneità di materia durante l’esame in Commissione Bilancio alla Camera. Si complica così il tentativo italiano di intervenire prima dell’applicazione del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, fissata al 12 agosto 2026


Primo stop parlamentare per il tentativo italiano di salvare dai divieti europei alcune categorie di imballaggi monouso, comprese le bustine monodose per condimenti utilizzate nel circuito horeca, rendendole obbligatoriamente compostabili. La proposta emendativa presentata al decreto infrastrutture è stata infatti dichiarata inammissibile per estraneità di materia durante l’esame del provvedimento in Commissione Bilancio alla Camera.

L’emendamento, presentato dal capogruppo della Lega in Commissione Ambiente Gianpiero Zinzi e sostenuto dal Ministero dell’Ambiente, puntava a modificare il Testo unico ambientale introducendo requisiti obbligatori di biodegradabilità e compostabilità per alcune tipologie di packaging oggi realizzate in plastica tradizionale. La misura avrebbe richiesto la conformità alla norma UNI EN 13432 o a standard equivalenti riconosciuti a livello europeo. L’obiettivo era utilizzare la facoltà prevista dal nuovo regolamento Ue sugli imballaggi di imporre la compostabilità per determinati formati di packaging e consentire così a determinati formati di continuare a essere commercializzati anche dopo l’entrata in vigore dei divieti europei previsti dal 2030.

Tra le applicazioni interessate figuravano le buste ultraleggere per prodotti ortofrutticoli al di sotto di 1,5 chilogrammi, alcuni imballaggi per alimenti e bevande destinati al consumo nel settore alberghiero, della ristorazione e del catering, i contenitori monoporzione per condimenti e i piccoli imballaggi per prodotti cosmetici e per l’igiene utilizzati nelle strutture ricettive.

La dichiarazione di inammissibilità non comporta necessariamente l’abbandono definitivo della proposta, ma impedisce di utilizzare il decreto Infrastrutture come veicolo normativo nella fase attuale dell’esame parlamentare. Per riproporre la misura sarà quindi necessario individuare un altro provvedimento coerente per materia oppure procedere attraverso un’iniziativa normativa autonoma. Una strada resa particolarmente stretta dal calendario europeo.

Il regolamento europeo sugli imballaggi diventerà infatti applicabile dal 12 agosto 2026. Entro e non oltre quella data gli Stati membri possono avvalersi, alle condizioni previste dal regolamento, della facoltà di estendere l’obbligo di compostabilità ad altre tipologie di imballaggi rispetto a quelle individuate direttamente dalla disciplina europea.

La proposta italiana era stata preventivamente notificata alla Commissione europea ed era rimasta sottoposta fino al 7 luglio al periodo di sospensione previsto dalla procedura europea sulle regole tecniche. Superato lo ‘stand still‘, il decreto Infrastrutture avrebbe dovuto rappresentare il passaggio legislativo necessario per introdurre la modifica nell’ordinamento nazionale. L’inammissibilità dell’emendamento interrompe però questo percorso e riduce ulteriormente il tempo disponibile per approvare una norma prima della piena applicazione del regolamento.

L’iniziativa aveva ricevuto il sostegno del comparto italiano delle plastiche biodegradabili e compostabili, che considera l’impiego dei materiali compostabili in specifiche applicazioni uno strumento per valorizzare la filiera nazionale della chimica verde e il sistema di raccolta e trattamento della frazione organica. Resta tuttavia sullo sfondo il confronto con Bruxelles sulla disciplina italiana delle plastiche monouso. Nel recepimento della direttiva SUP, l’Italia ha infatti previsto specifiche aperture per alcuni prodotti biodegradabili e compostabili, una scelta contestata dalla Commissione e confluita, assieme ad altri rilievi, nella procedura d’infrazione per la non corretta trasposizione della normativa europea.

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